#MaggioDeiLibri: #Legalità il coraggio di conoscere…

Sapevo che questo momento sarebbe arrivato e sinceramente non sapevo cosa scrivere di #legalità perchè negli anni ho letto un sacco di libri in argomento e ne potrei parlare all’infinito. Ma non tutti conoscono questo blog dai suoi inizi e quindi sicuramente potrebbero storcere il naso. Perché la #legalità piace nei suoi contenuti ma quando impatta sulle nostre azioni giornaliere diventa un po’ meno forte la nostra affezione al tema. Allora prendiamola alla larga e parliamo di noi attraverso i libri nei percorsi che ho fatto.

#MaggioDeiLibri: Il #benessere che nasce dai libri di Natascia Mameli

Vi è mai capitato di essere in una situazione di stallo della vostra vita? Di provare quella sensazione fastidiosa di insoddisfazione che vi afferra la gola mentre fate colazione e vi lascia solo per pochi momenti durante la giornata, che vi porta a continuare a pensare ‘cosa posso fare per mandare via questa sensazione? cosa posso cambiare?’ e ci pensate e ripensate finché, un giorno, mentre ne parlate con qualcuno, di questa situazione così incresciosa, di questo malcontento, vi viene fuori proprio quella frase, quel pensiero che fino a qualche secondo prima la vostra mente stava cercando di tenervi nascosta, di evitare che si formasse integralmente per evitare di soffrirci, ma adesso che l’avete formulata, ecco, adesso che avete capito qual era l’aspetto più doloroso della situazione, ok, bene, adesso sapete cosa dovete fare?

Eppure ci avete riflettuto sopra per giorni e giorni, forse addirittura per settimane, senza riuscire a capire cosa fare, senza che nessun pro e nessun contro avesse un peso specifico sufficiente a farvi propendere da una parte o dall’altra della questione. Ci avevate così tanto rimuginato sopra che eravate ormai convinti che non ne sareste usciti vivi (si fa per dire, ovviamente).

Come mai, la semplice esternazione di quel ‘contenuto’ nascosto della vostra mente è bastata a farvi vedere il sentiero che fino a quel momento c’era ma vi era celato?

Perché la nostra mente è uno strumento complesso e, lasciatemelo dire, un poco crudele. Ci nasconde proprio ciò di cui abbiamo più paura, nella falsa convinzione che questo ci difenda, mentre proprio il fatto di non riuscire a focalizzare quello che ci spaventa è motivo di disperazione.

Ecco perché parlare con un’altra persona, magari qualcuno che ci conosce poco, che ci ‘obbliga’ a spiegarci meglio di quanto non faremmo con un amico intimo, spesso ci fa uscire dalla testa proprio quello che non vorremmo. Il parlare e l’ascoltare ci aiutano a elaborare tutta quell’accozzaglia contorta di sentimenti che ci ‘perseguitano’ ogni giorno.

Il parlare e l’ascoltare, certo. A cui possiamo (dobbiamo?) aggiungere il leggere. Perché leggere è, esattamente, ascoltare centinaia di migliaia di punti di vista diversi dal nostro e raccontare a noi stessi qualcosa che solo la lettura, molto spesso, riesce a far affiorare e a far vedere da un’altra angolazione.

Per questo, quando cerchiamo il benessere, non è detto che ci si debba sentire obbligati a cercare un libro che parli esattamente di quel che ci turba o ci fa soffrire; esattamente come non è detto che troveremo la ‘soluzione’ in un manuale (ma magari sì, eh, ché le vie della lettura sono infinite!): però è quasi sicuro che, aprendo un libro, un libro qualsiasi (vabbeh, proprio proprio qualsiasi magari no, ma ci siamo capiti) e poi un altro e poi un altro, troveremo gli spunti di riflessione che ci aiuteranno a scalare la montagna di emozioni confuse che ci si para davanti.

Perché leggere è come avere sempre a disposizioni 5 o 6 amici che si raccontano e ti consigliano e, diciamocelo, senza nessun tipo di giudizio magari no, ma il loro giudizio non è mai personale. Non ce l’hanno con noi, non stanno parlando di noi: siamo noi a decidere cosa, di quello che stanno dicendo, ci serve, e cosa no, cosa vogliamo tenere e cosa no; cosa ha un senso e quale senso quella cosa può avere.

Pochi anni fa (2013) è uscito per Sellerio un libro di cui avrete sicuramente sentito parlare: si intitola ‘Curarsi con i libri’ ed è la traduzione, ma non solo, di un interessante progetto che raccomanda, per i più diversi malanni, un tipo di medicina alternativa che non ha a che fare con santoni e magie, ma con i libri. Per ogni disturbo (psicologico ma anche fisico) vengono consigliati titoli diversi tra cui scegliere. Titoli di romanzi che, leggendoli, dovrebbero avere un’influenza positiva nell’affrontare il disturbo relativo. Per la versione italiana il progetto è integrato con titoli di libri italiani. Purtroppo ho avuto qualche perplessità quando ho trovato elencati diversi titoli che risultavano fuori catalogo o non disponibili in italiano. Titoli che potevano essere molto interessanti ma risultavano ‘inservibili’ (per esempio, per ‘Abbandono’ il libro consiglia ‘Canto delle Pianure’ di Kent Haruf, che, per quanto ne so, in italia è arrivato nel 2015, grazie a NN edizioni; nel 2013 l’italiano medio a malapena sapeva chi fosse Kent Haruf). Per il resto, ho trovato l’idea davvero stimolante e io stessa mi sono messa di impegno a integrare il lavoro (scrivendo – oh cielo, non lapidatemi, giuro che ho usato la matita – proprio sul libro) con titoli che, man mano che la mia esperienza nel mondo dei libri cresceva, mi parevano adatti allo stesso problema, o ad altri, maggiormente quotidiani.

Come dicevo, un libro che parli, anche solo en passant, di un argomento per noi spinoso è sempre un buon complemento al nostro benessere. Non importa che il libro sia un manuale su quello o che l’argomento principale sia quello. Anzi, molto spesso, in un libro che compriamo apparentemente solo perché la trama sembra intrigante, o la copertina ci ha colpito o l’autore ci piace, troviamo proprio quello di cui abbiamo bisogno.Per lo meno, a me, è successo parecchie volte.

Perché, in definitiva, un buon libro, con la giusta prospettiva, che ci aiuti a oltrepassare un momento difficile della nostra vita, rimarrà un libro indelebile. Un libro che ci ricorderà, sempre, che ci siamo passati, che ci sentivamo veramente sull’orlo del precipizio, ma siamo andati avanti. E ce la possiamo fare ancora. E ancora.

Natascia Mameli

Marassi Libri

CORSO DE STEFANIS 55 R

16139

GENOVA

tel 010815182

Il calendario di questa settimana:

#Maggiodeilibri – Il #benessere di una cupa e gentile lettura per caso!

Immaginate una calda, anzi rovente giornata di Agosto. Immaginate il GRA (Grande Raccordo Anulare) di Roma e, se non ci siete stati va bene anche immaginare un’autostrada a tre corsie con annessa corsia d’emergenza. Immaginate una fila ferma e ininterrotta di macchine sotto il sole caldo verso le cinque del pomeriggio. Ecco, comincia così la mia storia con un libro.

Molti d’estate sono in vacanza ad Agosto, ma io ho questo brutto difetto, preferisco lavorare in agosto e godermi le ferie a Settembre quando c’è meno gente e il fresco dell’autunno entrante comincia a farsi sentire nelle sere che si accorciano. Mi metto con il mio bel trapuntino estivo, allungata sul divano, con i gatti che vanno e vengono dal terrazzo che ancora riceve il sole e mi gusto un bel libro e i primi tè ai frutti di bosco. Ma quell’estate di cinque anni fa, Settembre sembrava ancora lontano e il traffico romano non accennava a diminuire fino a ferragosto. Stanca, sudata e rassegnata accesi la radio -cosa ormai rara da anni, la radio si accende solo alla mattina per svegliarsi ma al ritorno mai perché sono nell’attimo in cui odio il mondo rumoroso- e incappai in Fahrenheit. Era appena finito un gioco o una lettura e il presentatore (non mi chiedete il nome perché non lo ricordo) stava parlando con “un certo” Umberto Piersanti. Lui scrittore e poeta stava descrivendo le sue opere e il suo approccio alla poesia in particolare e di questa descrizione, ammetto, ricordo poco. Ma subito dopo è scoccata la scintilla. 

Continue reading “#Maggiodeilibri – Il #benessere di una cupa e gentile lettura per caso!”

#maggiodeilibri La centuriona e Torey L. Hayden #scrittori #anniversari

unabambinatoreyhayden (1)Sicuramente quest’anno ci saranno tanti anniversari di nascite e pubblicazioni e quant’altro molto importanti da festeggiare, tra cui la nascita di uno dei miei autori preferiti: Luigi Pirandello.
Io però volevo ricordare, per il Maggio del Libro, il compleanno di una delle scrittrici (anche se ‘scrittrice’ non è la parola più corretta) che più hanno segnato il mio percorso di lettrice ‘consapevole’.Nasceva il 21 maggio di 66 anni fa, a Livingston, nel Montana, Victoria Lynn Hayden, meglio conosciuta come Torey L. Hayden, autrice di numerosi libri di quel genere che, in inglese, viene definito ‘non-fiction’: sono infatti non romanzi ma storie vere, vissute in prima persona dall’autrice. Un poco romanzati nella forma (leggi: dialoghi) ma veri al 100%.
A essere sincera, mi risulta piuttosto difficile parlare di questa autrice perché l’ho scoperta in un momento della mia vita piuttosto complicato. In che modo, quindi, la lettura dei suoi libri abbia influenzato il mio essere una lettrice non so se riuscirò a renderlo chiaramente, ma ci provo.

Continue reading “#maggiodeilibri La centuriona e Torey L. Hayden #scrittori #anniversari”

"Consigli pratici per uccidere mia suocera" Giulio Perrone – Sul ciglio del precipizio…

"Consigli pratici per uccidere mia suocera", Giulio Perrone- Rizzoli (Fonte LettureSconclusionate)
“Consigli pratici per uccidere mia suocera”, Giulio Perrone- Rizzoli (Fonte LettureSconclusionate)

La cosa più difficile da spiegare per i libri come quello di cui vi parlo oggi è l’importanza di conoscere un certo tipo di letteratura che non punta sul farti provare tetre emozioni o non ti faccia sentire diverso solo perché parla di vite tristi e tetre. Il mondo di Giulio Perrone, già da quando ha pubblicato il precedente libro, è un mondo luminoso, fatto di suoni, voci, traffico, gente che vive e che sopravvive, magari a volte è stanca, ma riesce a conservare quell’attimo al giorno per un sorriso. E anche il suo autore è così, lo vedi alle presentazioni anche dopo un’intera giornata di lavoro e, nonostante tutto, non nega mai un sorriso o un ammiccamento a nessuno, indipendentemente da chi lo conosca o no.

Continue reading “"Consigli pratici per uccidere mia suocera" Giulio Perrone – Sul ciglio del precipizio…”

#MaggioDeiLibri cose che ho imparato grazie agli #scrittori (#anniversari)

Oggi, per il #maggiodeilibri, dovremmo parlare di #anniversari #scrittori. Ma, confesso, non ho molta voglia di rifilarvi l’ennesima storia sulla Austen o su Baudelaire o spiegarvi che Tolkien e la Yocenaur io ancora non li ho letti nonostante sia un anno che stazionino in casa. Non sono ispirata, sarebbe stupido farvi leggere un post scritto per forza giusto? Per cui prendiamo l’argomento da un altro punto di vista e, se avrete la pazienza di seguirmi, alla fine ne potremo anche discutere dove vorrete.

Molti di quelli che mi seguono sanno che io sono incappata presto in alcune opere di illustri scrittori per caso. Vi chiederete “Come si fa ad incappare per caso in un classico?”. Semplice! Ero nipote di una maestra e figlia di due lettori onnivori e a casa mia la TV si accendeva solo per un’ora al giorno (che poi dovevo dividere con mio fratello e quindi diventava mezz’ora!). Quindi non c’erano altre alternative che la grande libreria terra-cielo che avevo in stanza dove c’era di tutto, posizionato ad arte, e quindi bastava allungare la mano, aprire e cominciare a leggere. Quindi, ad esempio, la frase che da il titolo a questo spazio viene da “Non chiederci la parola” di Eugenio montale che trovai da piccina su una delle antologie, suppongo di mio padre, che mia nonna, la maestra, teneva religiosamente a casa. Mi aveva colpito perché nelle ultime rime dice una cosa che per me sapeva di verità nuova:

 

Non chiederci la formula che mondi possa aprirti […] solo una cosa sappiamo ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. 

Continue reading “#MaggioDeiLibri cose che ho imparato grazie agli #scrittori (#anniversari)”

#Maggiodeilibri storie di lettori… Natascia Mameli

 Quando ero piccola non ero una grande lettrice. Anzi.
Uno non lo direbbe vedendomi adesso, dentro la mia piccola ma dignitosissima libreria, ma fino ai 13/14 anni le uniche letture che mi prendevano veramente erano quelle del Topolino.
Per il resto, come dire, non mi ricordo che sentissi quel magico richiamo che sento invece adesso provenire dalle pagine dei libri su cui poso gli occhi.
Mi sono sempre sentita attrarre dalle parole. Quando andavo dal dottore mi leggevo tutti gli avvisi, tutte le pagine strappate da riviste mediche e appese ai muri (non che ci capissi, la maggior parte delle volte); se ero sulla fermata dell’autobus imparavo a memoria qualsiasi cartellone pubblicitario avessi a portata di mano. Ogni momento di attesa che sentivo il bisogno di riempire con qualcosa, lo riempivo di parole, cercavo di trovarne il significato, quello che volessero significare ma anche quello che le singole parole, la loro scelta, significassero (per me) sulle reali intenzioni dietro alla comunicazione immediata.
Eppure, alle elementari, le maestre ci avevano messo a disposizione un ripiano di libri adatti alla nostra età.
Eppure, alle medie, i professori avevano cercato di proporci letture di tutti i tipi.
E in casa i libri non mancavano, dato che le mie sorelle più grandi erano tutte lettrici.
Come mai, allora, non ricordo nessuna lettura piacevole, fino a quel libro che cambiò la mia idea di lettura?

Continue reading “#Maggiodeilibri storie di lettori… Natascia Mameli”