#MaggioDeiLibri #legalità: Peppino Impastato consigli di letture!

Nella notte dell’8 maggio 1978 moriva, a Cinisi (Palermo), Peppino Impastato.
Se non ricordate di aver letto niente, sui giornali del 9 maggio, non è colpa vostra, credetemi.
Peppino Impastato non è forse una delle figure più conosciute della lotta alla mafia ma dovrebbe essere una delle più emblematiche.

Peppino, infatti, nasce in una famiglia collegata alla mafia locale. Ma la mafia è talmente radicata all’interno delle istituzioni cittadine che è praticamente impossibile che ci sia una famiglia non collegabile a essa e altrettanto impossibile sembra pensare di opporsi a essa. Lo è per il padre di Peppino, ma non per lui, e non per suo fratello Giovanni e per sua madre Felicia. Che quando Peppino inizierà la sua lotta politica, anche a suon di ironia e con toni scanzonati, anche dalle frequenze di una radio locale, contro ciò che c’era di marcio nella sua città, lo sosterranno. E anche dopo, durante il processo agli assassini di Peppino, non smetteranno mai di credere nella sua lotta per la legalità contro l’illegalità (vedete quanto scrive Lirio Abbate, in merito, nella foto).

Continue reading “#MaggioDeiLibri #legalità: Peppino Impastato consigli di letture!”

Advertisements

#MaggioDeiLibri: #Legalità il coraggio di conoscere…

Sapevo che questo momento sarebbe arrivato e sinceramente non sapevo cosa scrivere di #legalità perchè negli anni ho letto un sacco di libri in argomento e ne potrei parlare all’infinito. Ma non tutti conoscono questo blog dai suoi inizi e quindi sicuramente potrebbero storcere il naso. Perché la #legalità piace nei suoi contenuti ma quando impatta sulle nostre azioni giornaliere diventa un po’ meno forte la nostra affezione al tema. Allora prendiamola alla larga e parliamo di noi attraverso i libri nei percorsi che ho fatto.

#Maggiodeilibri – Il #benessere di una cupa e gentile lettura per caso!

Immaginate una calda, anzi rovente giornata di Agosto. Immaginate il GRA (Grande Raccordo Anulare) di Roma e, se non ci siete stati va bene anche immaginare un’autostrada a tre corsie con annessa corsia d’emergenza. Immaginate una fila ferma e ininterrotta di macchine sotto il sole caldo verso le cinque del pomeriggio. Ecco, comincia così la mia storia con un libro.

Molti d’estate sono in vacanza ad Agosto, ma io ho questo brutto difetto, preferisco lavorare in agosto e godermi le ferie a Settembre quando c’è meno gente e il fresco dell’autunno entrante comincia a farsi sentire nelle sere che si accorciano. Mi metto con il mio bel trapuntino estivo, allungata sul divano, con i gatti che vanno e vengono dal terrazzo che ancora riceve il sole e mi gusto un bel libro e i primi tè ai frutti di bosco. Ma quell’estate di cinque anni fa, Settembre sembrava ancora lontano e il traffico romano non accennava a diminuire fino a ferragosto. Stanca, sudata e rassegnata accesi la radio -cosa ormai rara da anni, la radio si accende solo alla mattina per svegliarsi ma al ritorno mai perché sono nell’attimo in cui odio il mondo rumoroso- e incappai in Fahrenheit. Era appena finito un gioco o una lettura e il presentatore (non mi chiedete il nome perché non lo ricordo) stava parlando con “un certo” Umberto Piersanti. Lui scrittore e poeta stava descrivendo le sue opere e il suo approccio alla poesia in particolare e di questa descrizione, ammetto, ricordo poco. Ma subito dopo è scoccata la scintilla. 

Continue reading “#Maggiodeilibri – Il #benessere di una cupa e gentile lettura per caso!”

#MaggioDeiLibri cose che ho imparato grazie agli #scrittori (#anniversari)

Oggi, per il #maggiodeilibri, dovremmo parlare di #anniversari #scrittori. Ma, confesso, non ho molta voglia di rifilarvi l’ennesima storia sulla Austen o su Baudelaire o spiegarvi che Tolkien e la Yocenaur io ancora non li ho letti nonostante sia un anno che stazionino in casa. Non sono ispirata, sarebbe stupido farvi leggere un post scritto per forza giusto? Per cui prendiamo l’argomento da un altro punto di vista e, se avrete la pazienza di seguirmi, alla fine ne potremo anche discutere dove vorrete.

Molti di quelli che mi seguono sanno che io sono incappata presto in alcune opere di illustri scrittori per caso. Vi chiederete “Come si fa ad incappare per caso in un classico?”. Semplice! Ero nipote di una maestra e figlia di due lettori onnivori e a casa mia la TV si accendeva solo per un’ora al giorno (che poi dovevo dividere con mio fratello e quindi diventava mezz’ora!). Quindi non c’erano altre alternative che la grande libreria terra-cielo che avevo in stanza dove c’era di tutto, posizionato ad arte, e quindi bastava allungare la mano, aprire e cominciare a leggere. Quindi, ad esempio, la frase che da il titolo a questo spazio viene da “Non chiederci la parola” di Eugenio montale che trovai da piccina su una delle antologie, suppongo di mio padre, che mia nonna, la maestra, teneva religiosamente a casa. Mi aveva colpito perché nelle ultime rime dice una cosa che per me sapeva di verità nuova:

 

Non chiederci la formula che mondi possa aprirti […] solo una cosa sappiamo ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. 

Continue reading “#MaggioDeiLibri cose che ho imparato grazie agli #scrittori (#anniversari)”

Più libri più libri 2016 e #blognotes – La fiera attraverso i libri…

Fonte (immagine di sfondo): Hither and thither
Eh lo so, sono in ritardo con il diario di Novembre ma, tranquilli, anche in questo caso vi annoierete molto poco perché in fiera non sono stata così parca come avrei  voluto e dovuto (e anche: una piccola parte di questi libri sono stati forniti dagli editori per i commenti a valle delle presentazioni che abbiamo commentato) e in parte perché dovevo ritirare un pacchetto di libri comprati a Novembre. Quindi, ripeto, non vi annoierete affatto. Avevo cercato di fare la brava e di inserirvi il resoconto del primo giorno, ma per quelli successivi il tutto è andato a farsi benedire in parte per cause esterne e in altra parte per stanchezza quindi riassumiamo qui cosa è stato “Più libri più liberi 2016”. 

Quando Laura Ganzetti (Il tè tostato) mi ha chiesto di partecipare a #BlogNotesPL non ci ho pensato poi molto e ho aderito. Questa iniziativa la conoscevo grazie a Nereia (Librangolo Acuto) e Barbara (Libri in valigia) e avevo visto quanto l’anno scorso fossero stravolte ma anche decisamente soddisfatte. In cosa consiste? E’ un progetto abbastanza semplice: dei blogger vengono riuniti sotto l’egida del progetto e si occupano di intervistare e partecipare agli eventi sotto un unico hastag che, nel caso specifico, era #BlogNotesPL. Questo permette a tutti, vicini e lontani, di seguire attraverso una diretta costante gli eventi, individuare il blogger che sta seguendo quello che reputa interessante e concentrarsi solo su quello. Così ci siamo divisi alcuni editori, non si poteva intervistarli tutti, ma alla fine tra quelli previsti e quelli che non rientravano nelle previsioni ne abbiamo raccontati davvero tanti.

I blogger e i loro rispettivi spazi sono: Andrea, unico maschio uscito anche indenne da un gruppo di donne, di Un antidoto contro la solitudine, Diana  di Non riesco a saziarmi di libri, Maria di Scratchbook, Barbara di Libri in valigia, io e la onwer del progetto Laura Ganzetti che oltre al Il tè tostato cura anche Blog Notes Libri.
Gli editori che mi erano stati assegnati erano:
In questa avventura per due giorni sono stata anche aiutata da Appunti di una lettrice che mi ha letteralmente sopportata e supportata non poco e che davvero si è rivelata preziosissima. Lo anticipo qui che la vincitrice della sfida dello smaltimento dei libri vecchi è lei che sul totale annuo ha totalizzato la percentuale maggiore di libri presi entro e non oltre dicembre 2015. Ora la sto convincendo a partecipare anche a quella del 2016! 

Ma torniamo a noi e  cominciamo subito con il dire che il libro, fra quelli che sarebbero stati oggetto di presentazioni, che avevo scelto non appartiene a queste case editrici ma è di Edizioni E/O ed è “Sottomissione volontaria” di cui la scorsa settimana avete visto la recensione. Ho avuto anche l’occasione di partecipare a due “colazioni con l’autore” organizzate da La nuova frontiera e ad una intervista riservata ai blogger  con Pascal Manoukian, l’autore di Derive.
Ma di questo parleremo in un post dedicato. Sono invece tornata a casa con una bella scorta di libri, 29 per la precisione quindi come al mio solito ve li raggruppo. Come ripeto ogni volta per i post, chiamiamoli di bookhaul, gli editori sono messi in ordine alfabetico e basta.


66thand2nd

Fonte: LettureSconclusionate
“Bartali? Ma davvero davvero??”
Io già vi vedo star lì a sgranare gli occhi! Ebbene si, appena avrò finito di tagliare anche l’ultimo secondo silenzioso e quadrato la dimensione in modo tale che Youtube l’accetti, avrete la vostra intervista online. 66thand2nd, che prende il nome dalla strada in cui vivevano i futuri proprietari di questa casa di editrice, ha sempre avuto due grandi anime: quella della letteratura sperimentale e che non ti aspetti e quella sportiva. Quando li conobbi, stiamo parlando di 5 anni fa, venni rapita letteralmente da uno, credo, degli editori che mi raccontò della casa editrice di come lo sport può diventare letteratura e di come la letteratura possa raccontare lo sport e di come mettendoli insieme possono uscirne  esperimenti decisamente non convenzionali. Fu talmente convincente che, il loro, fu il mio secondo libro di una casa editrice di quella prima volta alla fiera della piccola editoria. Nell’intervista fatta a Michele Di Martino, che nella redazione si occupa della letteratura relativa allo sport, parlavo di questo libro e quando mi ha chiesto quale fosse non lo ricordavo. Alla fine l’ho trovato, letto a metà perché all’epoca non ero così preparata alle iperboli letterarie che conteneva, oggi ho sicuramente più esperienza, ed è Il sogno di Walacek dove insieme troviamo Paul Klee, la mezz’ala de il Servette Genìa Walacek, il nazismo e la letteratura futurista… capite? Io l’ho letto fino a metà e lo ricordo ancora, e stavolta credo che lo riprenderò per finirlo. Parlando di biografie invece era venuto fuori appunto Bartali che salvò un migliaio, se non vado errata, di vite, trasportando per il vescovo di Firenze che lo aveva sposato, documenti compromettenti nella canna della bicicletta quando andava ad allenarsi. Storia raccontata da due suore, che fu ripresa da autori canadesi e trascritta in questa biografia particolarissima La strada del coraggio, trovata da uno dei proprietari di 66thand2nd  che si interessa che conosce particolarmente bene la  letteratura del Nord America e voluta fortemente in catalogo.
Derive, dentro questo blog di letteratura dedicata all’emigrazione ce n’è parecchia eppure è la prima volta che mi capita fra le mani un libro così particolare. I protagonisti di queste tre storie che si ritroveranno tutti e tre in Francia, vengono da mondi completamente diversi fra loro Bangladesh, Moldavia e Somalia e si ritrovano a partire per motivazioni diverse: fortuna, guerra, carestia. È la prima volta che però mi trovo di fronte ad una storia di emigrazione per colpa del comunismo. Oddio quest’estate ne avevamo parlato con Anna Funder ma l’immagine restituita è totalmente diversa da quella che ti aspetteresti. In quel caso si fugge nell’altra metà di Berlino che non è occupata dal blocco comunista, mentre qui si cerca fortuna in un mondo diverso per poter far fuggire tutta la famiglia da morte sicura per fame. Manoukian non vi risparmierà nulla, perchè nel suo mondo è convinto che lasciarvi guardare con i vostri occhi vi permetterà di capire a fondo quello che si lascia. Convinto sostenitore della mancanza di interventismo della comunità europea che ha lasciato Italia e Grecia da sole a gestire il dramma dei flussi migratori, Manoukian ci tiene a raccontarvi storie ambientate quando i flussi erano agli inizi, nel ’92, per capire quali sono i meccanismi da cui vengono quelli di oggi.
Tokyo transit” è invece un grosso punto di domanda. Non ho fatto in tempo a vedere la presentazione perché ero in ritardo però mi sono fatta attrarre dall’ultima frase della sinossi in cui si dice  prima che i protagonisti sono due italiani un po’ scapestrati residenti a Tokyo che per vivere portano in giro business man in cerca di emozioni. In fono alla sinossi capeggia questa frase: “Perché i giapponesi, parafrasando Kafka, non sono altro che pensieri suicidi nella mente di Dio”. Adesso ditemi se, sinceramente lo avresti lasciato là… eh? Ecco appunto.

Caravan

Lei, Mariana, non è nuova in questo blog. Di lei vi avevo parlato con “Quando parlavamo con i morti” e Dio solo sa, quante volte mi sono tornate in mente le donne ardenti! Che poi con Silvia, l’ufficio stampa di Caravan ne ridiamo, visto che è lei che mi ha fatto ricominciare a leggere autori sudamericani, ma devo dire che quel libro valeva ogni pagina scritta!
Nel caso di “Qualcuno cammina sulla tua tomba” invece stiamo in un contesto completamente diverso anche se, mi si perdoni, un tantino macabro. Gireremo per cimiteri e tombe per raccontare la storia di chi si riposa sotto varie lapidi. A questo libro tenevo particolarmente proprio per il grado di affezione all’autrice e ne parleremo non appena lo avrò letto!


Eris 


Casa editrice torinese, ci siamo a lungo studiati, anche perché condiviopno spesso e volentieri lo stand con Gorilla Sapiens e a Torino avevo confessato la mia ignoranza sul mondo delle grapich novel e loro mi avevano indirizzato verso alcuni recensori specializzati in materia. Una volta tornata a casa mi sono documentata e non sono certissima di quello che ne uscirà ma, nel frattempo, ho deciso di cominciare da un fumetto e da una graphic novel premiata al Comic-con di Napoli.

Stiamo parlando di “Rufolo” un fumetto estremamente irriverente che tra una battuta e l’altra accompagna il lettore in una serie di situazioni dove i personaggi “galleggiano” nelle pagine dove sono assenti i riquadri tipici del fumetto. E’ una serie di storie a tinte forti e compatte come i colori utilizzati, che non sono mai sfumati, e che strappano sempre e comunque un sorriso al lettore.

Poi c’è “Il celestiale bibendum” che, come Rufolo”, ho già letto incuriosita dalla storia. Siamo un mondo distopico dove la città di New York sur-la-Loire è il tempio di ogni eccesso. Le macchine fanno parte della vita dell’uomo comune che viene spinto al consumismo più sfrenato. Due forze si contrastano fra di loro e sono entrambe “malefiche” quella della congrega comunale, fatta di dotti e letterati, composti di informazioni e di statistiche sulla comunità e il diavolo. In mezzo il povero Diego, una foca sbarcata da poco in città e che viene scelta per il Nobel per l’amore, il premio assegnato per dare un esempio alla comunità e per renderla più docile. Ma non è così facile come sembra… ne parleremo in recensione. 

Challenger Che invece vedete ,nella foto in basso a destra, è un’anteprima di un romanzo che esce in primavera. Sì, avete capito bene, in primavera, quindi se poi è bello toccherà punzecchiare la casa editrice sulla pagina fan… magari anticipano l’uscita!

Exòrma

 Diciamo che ho un pochino barato, questi 5 titoli li avevo comprati a Novembre, con la promozione 5 libri per 30€, e che avevo chiesto di ritirare in fiera. In pratica ne ho pagati due e ne ho presi cinque e del gruppo quello che fortemente volevo è “Per oggi non mi tolgo la vita” (maledetta Exòrma e questi titoli acchiappa lettori!) di cui questa è la 5° copia perché le altre 4 sono andate, diciamo regalate, ad altrettante persone rimaste folgorate come me! È una storia che mi ricorda molto una fiaba, decisamente diversa ma che parlava di come la gente di oggi non si sappia più suicidare che si chiama “Il negozio dei suicidi“, perché infatti il nostro protagonista sta cercando in tutti i modi, decisamente fallimentari, di suicidarsi e finisce per fare caustiche e divertenti considerazioni sull’industria farmaceutica e sulla categoria dei medici e via dicendo. Forse stavolta ce la farò a tenermelo e a leggerlo!
Riassunto di fine giornata” è invece un’autobiografia serissima di Luciano Del Sette, giornalista sia per la carta stampata che per la radio e ha una sinossi estremamente seria, quindi ne riparleremo approfonditamente in recensione.
Mentre con “Infamia” andiamo nel Sud America  dove due storie, una di un ambasciatore che è in attesa di una operazione alla cataratta che lo faccia tornare a vedere e quella di un impiegato comunale, convergono nel momento in cui il primo cerca la verità sulla morte misteriosa della figlia e l’altro denuncia irregolarità nella gestione degli approvvigionamenti. Cosa li unisce? L’infamia che segue dalla loro ricerca della verità. Attraverso questi due mondi esclusi grazie alle menzogne, l’autrice esplora che sottile filo che divide verità e menzogna e come possa di colpo cambiare la vita di due onesti quando vengono messi al muro dalla disonestà.
Scompenso” è invece una storia di un dolore diverso, è quello che ti prende quando la realtà che ti circonda è diversa da come la percepisci e di come il mondo cambia e sembra non appartenerti più. E’ la storia di un disagio procurato da una malattia.
E dopo tutta questa roba impegnata, ma un bel mistero non ce lo vogliamo mettere? Ma sì, stie Umberto Eco, che recentemente ho odiato un tantino più di quanto me l’aspettassi per una raccolta di saggi di cui parleremo più in là, “Il mistero dei Cosmati” è ambientato tra il 1414 e il 1471 dove, a Braccio del poggio, dove un bel giorno si presenta Luc’Antonio dei Melini discendente della confraternita dei marmorari attiva da molti secoli a Roma e perseguitata da una scia di morti inspiegabili… e io so già che questo me lo finirò in un lampo…


Ma ci vogliamo fermare qui? Ma no dai, ce n’è un altro. “Se Roma è fatta a scale“-e sì sappiate che sì, Roma è fatta a scale-, che è una raccolta di storie che tra salite e discese raccontano quartieri di Roma e vite. Nella quarta di copertina si trova questa frase emblematica: “Le scale mettono in comunicazione un sopra e un sotto, talvolta diversi, qualche volta lontani o addirittura opposti“. Chissà se, Alessandro Mauro riuscirà a far affezionare anche me, pigra come sono, alle scale…












Gorilla Sapiens


E siamo a Gorilla Sapiens, casa editrice romana molto molto particolare che pubblica autori italiani che sanno giocare con la lingua italiana e con i generi. La cosa bella dei loro titoli è data dal fatto che spesso sono permeati da una profonda ironia anche quando demoliscono miti, vedi “il poeta maledetto” messo a confronto con l’impiegato, il valore della parola all’interno di un messaggio, che può essere modificata all’infinito dando per assonanze di suoni risultati del tutto differenti e via dicendo. Come dicevamo con Valentina, una delle tre editrici, spesso è difficile suggerire al lettore anche questa opportunità riflessa di leggere le storie che pubblicano, ma rimane il fatto che i loro autori, per la maggior parte scrittori di racconti, si divertono e si applicano un mondo nel creare nuovi mondi paradossali e surreali dove inserire i loro fantastici personaggi. Ed è comunque un gran piacere leggerli! 

Io li ho quasi tutti i Gorilla Sapiens quindi fra quelli che mi mancavano c’era proprio Marco Parlato – con “Racconti scelti per per pesciolini d’argento“- e questo, giusto perché abbiamo parlato fin’ora di racconti, è il suo secondo romanzo, di cui io dovrei leggere anche il primo che attende da un po’ – ma ce la posso fare, alla fine mi impegno giuro!-. In questo caso un romanzo costruito a sovrapposizioni di storie. Il protagonista infatti è un videomaker freelance che passa la sua vista lavorativa e non a casa, che prima condivideva con Clara che se è andata. Ma perché? “Storie per pesciolini argentati” un viaggi semiserio alla scoperta di se stesso e del motivo per cui, un bel giorno, Clara se ne andò… e speriamo che si sappia il perché, altrimenti ci rimango male! Gorilla Sapiens è stata oggetto di uno straordinario successo l’8 Dicembre al caffè letterario dove i suoi autori si sono fatti apprezzare per i loro racconti. Ed è qualcosa di cui riparleremo nel prossimo post in merito.


La nuova frontiera


In questo caso quasi tutti i libri sono correlati alle “colazioni con l’autore” e nel caso specifico con Afonzo Cruz, in particolare per “La bambola Kokoscka“, che scordatevi che io pronunci in pubblico perché è troppo contorto anche da scrivere, in cui due storie di persone decisamente diverse fra loro si incrociano: da un lato un giovane ebreo tedesco che si trova a doversi rifugiare nello scantinato di un negozio di uccelli, del proprietario di questo negozio e di una pittrice che attraversa la vita di entrambi e dall’altro lato uno scrittore che ha scritto un libro  “La bambola Kokoscka” in cui racconta la storia di un pittore e della sua bambola fatta ad imitazione della sua amata. Cruz, ci spiegava che comincia le sue storie sapendo l’inizio e la fine e che le aveva iniziate separatamente finché ad un certo punto si sono unite naturalmente. Con questo libro ha vinto nel 2012 il Premio dell’Unione Europea per la letteratura e, questo libro, non lo vedete fra i libri comprati fisicamente perché era finito, io l’ho in digitale, per cui non sfuggirete alla recensione mentre, quello che ho trovato -perché ad un certo punto m’è salita la curiosità-, è “Gesù beveva la birra” pubblicato sempre nel 2012 che, dice la quarta di copertina è quello che lo ha portato all’attenzione della critica. Ecco devo dirvi che a posteriori sono convinta che fosse destino perché questa, invece, è una storia che forse mi calza di più. Immaginate un paesino portoghese caratteristico dove un’anziana signora ha il desiderio da una vita di fare un viaggio in Terra Santa e tutto il paese si mobilita, con tutti i suoi cittadini decisamente particolari, per ricrearle la situazione a casa. Solo questo e il titolo valgono la spesa!
Sempre a colazione abbiamo incontrato un’altra scrittrice che non conoscevo, Valeria Luiselli, scrittrice messicana che vive fra Venezia e New York e che ha già un’esperienza di tutto rispetto, fra le testate per cui ha scritto c’è anche il New York Times. È in Italia per presentare l’ultimo libro pubblicato da La nuova frontiera, “La storia dei miei denti” anche questa, come in fondo tutte le storie di questa casa editrice, è decisamente particolare. Il protagonista è il miglio banditore di aste del mondo e si è inventato una rivoluzionaria asta allegorica fatta di storie più che di oggetti. L’oggetto in se sarebbe vuoto, come quelli nuovi, solo la storia che c’è dietro ne caratterizza non solo la necessità di averlo e soprattutto il valore. E questo a quanto pare Gustavo Sánchez Sánchez sembra averlo capito decisamente bene. L’autrice ci diceva che le sue storie sono un modo per indagare e per scavare, che nella sua scrittura trova il modo di ricreare un suo mondo e spesso segue più l’idea del personaggio che l’idea della storia. In una trama guardata e vissuta con i suoi personaggi come una fitta trama di tessuto lei si domanda sempre ad ogni incrocio di filo come questo o quel personaggio si comporterebbero in quella situazione. Il personaggio quindi cresce, nelle sue caratteristiche insieme alla storia e piano piano si definisce incrocio per incrocio. Ora, siccome prima dell’arrivo di Valeria ci stavamo confrontando sui suoi libri è uscito un altro titolo, che è il primo fra quelli scritti, se ho ben capito, anche se è il secondo in ordine di pubblicazione in Italia, sempre della Luiselli è “Carte False” che dalla descrizione in  quarta di copertina sembra ricalcare quasi perfettamente – me ne accorgo ora- quello che ci ha detto del suo approccio alla scrittura: “[…] quasi una sorta di peregrinazione letteraria, passeggiate che esplorano spazi reali e immaginari, riflessioni che scavano su ciò che le parole nascondono offrendo uno sguardo nuovo, insolito e irriverente sulle cose”. Fidatevi, anche questo vale la pena… ma ne riparleremo quando l’avrò almeno in lettura.
Per l’ultimo ovvero “Panamericana” l’unico motivo è: ne sento parlare da Maggio e sono curiosa di rileggere Vanni Santoni e di scoprire come scrive Paolo Piccirillo, che conosco tramite le parole di un altro scrittore -fatevi gli affari vostri, tanto non ve lo dico!-, capire di cosa si parla quando si parla di Robert Arlt, vedere come scrivono Stassi e Igiaba Scego – e qualcuno dice che Scravaglieri è complicato eh!-. Insomma è un viaggio che ho voglia di fare e che da Maggio mi porto piazzato alla base della nuca tipo post-it con un bel “ehhhh però Panamericana la potevi prendere eh!”. Post-it tolto, ecco!

Lindau

Casa editrice con la quale ho un rapporto di amore ed odio… Mi piacciono le loro edizioni ma per leggerle devo mettere gli occhiali perché i caratteri sono piccoli, l’interlinea è ridotta e io perdo spesso e volentieri il segno. O meglio, questo succedeva con Henry James con “A Londra” che io ho nella precedente edizione. Il libro preso è Jayber Crow di Wendell Berry che in nella prima parte di sinossi che si legge nella seconda di copertina ricorda decisamente “Winnesuburg, Ohio” di Anderson, ma nella seconda parte prende delle strade che nel libro andersoniano non vengono esplorate. È la storia di un barbiere di un piccolo paese in Kentucky che per una vita ha tagliato i capelli ai concittadini mentre ne raccoglieva le confidenze e questa storia si compone delle storie delle varie persone entrate con lui in contatto e attraversa dei periodi chiave della storia americana come la crsi del ’29, la seconda guerra mondiale e il Vietnam. L’elogio della vita che fu e che con la frenesia odierna è andata perduta, secondo una recensione citata in quarta di copertina.


Las Vegas

Anche Las Vegas era una delle case editrici che dovevo intervistare e ho scoperto che, nonostante siano cinque anni che vengo a Più libri, li ho notati solo lo scorso anno, mentre prima non avevo mai visto i loro titoli. E invece loro, vivono e lottano con noi dal 2007, con testi decisamente fuori dagli schemi, tutti di autori italiani Io ho avuto l’opportunità di parlare con tre dei loro scrittori: Fulvio Gatti “I nerd salveranno il mondo“, Cristina Brondoni “Dietro la scena del crimine” e Davide Bacchilega “Più piccolo è il paese e più grandi sono i peccati” e “I romagnoli ammazzano il mercoledì“. Fulvio mi diceva che quando ha scoperto la collana “i Jolly” di Las Vegas aveva detto che avrebbe scritto un libro che ci sarebbe andato bene, e così è stato. Il suo libro è una riflessione incuriosita sui meccanismi di massa che hanno trasformato quel mondo oscuro, nascosto e ghettizzato dei nerd in una moda di tendenza. Se prima ci si ritrovava come “fornaretti” insieme con  qualcuno a parlare di Star Wars, la gente subito si distraeva… oggi invece sono di grande tendenza tanto che anche mio nipote di quattro anni ha chiesto la spada laser lo scorso anno a Natale. Ma i nerd salveranno il mondo? Secondo Fabio, a patto che si verifichino alcune condizioni… ma noi siamo pronti a farci salvare? Se mi devo fare le due girelle sulle orecchie, potrei doverci pensare qualche minutino in più… 🙂
Per Cristina invece situazione diversa: giornalista e criminologa analizza le scene del crimine letterario. E devo ammettere che mi sto mangiando le mani perché l’ultimo giorno volevo passare a comprarlo e invece non ho fatto in tempo, ma solo con questo pezzo nella sinossi questo è un libro assolutamente da leggere: “Perché morire può essere molto semplice, ma scoprire come e perché è una faccenda decisamente più complicata”.
Invece nel caso di Davide e del suo “I romagnoli ammazzano al mercoledì” (abbiamo parlato solo di questo” ero decisamente più preparata. Questo perchè il libro l’ho da un paio di mesi o giù di lì. È arrivato poco prima che iniziassi la gara e quindi l’ho cominciato a leggere ma non terminato. Racconta di quattro scapestrati che vivono di sotterfugi e di piccole frodi. Un giorno decidono di alzare la posta senza tener conto delle conseguenze. Quello mi ha colpito, sarà perché è vicino alla mia età, ho chiesto a Davide perché quarantenni e lui mi ha detto che l’età è emblematica perché è quell’età in cui uno dovrebbe cominciare ad avere le idee chiare e un reale progetto e invece i suoi protagonisti sono decisamente indietro con questo percorso. Gli ho anche chiesto come reputa questa storia, se per lui è più un romanzo “nero” e lui ci ha pensato un po’ e mi ha detto che non può essere una storia nera, ma decisamente ha un retrogusto amaro, anche perchè l’intenzione è quella di seguire i suoi personaggi nelle loro scelte e vedere sin dove si possono spingere. 

Minimum Fax

Ohhhhhh! Da Minimum Fax vi siete persi il mondo se non siete venuti in fiera. EÈ l’unica casa editrice che ogni anno attira sempre un sacco di curiosi e di fedelissimi lettori che attendono questa occasione per sbirciare nei libri e fare scorte per l’inverno! Ho preso “Americana” di Luca Briasco che già dalla descrizione promette bene: Americana ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del «grande romanzo americano». Lo stile, l’impaginazione, il testo sono quelli minimum, il contenuto sembra decisamente interessante e io sarò sicuramente “arida”, come dice Pino de I fiori del peggio, magari nel decidere di raccontarvi le bellezze e le eventuali bruttezze di questo saggio sugli scrittori americani! È sempre un vero spettacolo starlo ad ascoltare e ogni tanto anche farlo alterare e lui signorilmente mi sopporta!





Nottetempo 

Anche Nottetempo, rientrava fra le case editrici che dovevo intervistare e, in questo caso anche da conoscere, perchè io ho un titolo preso parecchio tempo fa dopo una presentazione in una trasmissione di libri che andava in onda, non ricordo bene se il sabato o la domenica mattina su la7, e mi aveva particolarmente colpito per il raffinato gioco di parole del titolo “Chiusi dentro” di Maria Pace Ottieri dove Chiusi dentro sta contemporaneamente a significare una storia intima che riguarda la casa delle vacanze di famiglia che ad un certo punto si è trovata a dover completamente restaurare portando a galla i ricordi di famiglia a Chiusi e il mondo chiuso dentro della provincia toscana. Mi ha colpito davvero tanto se dal 2011 me lo ricordo così bene, me ne rendo conto solo ora! 
Io ho parlato con Carla, che è una donna eccezionale, lei parlava, io scrivevo e nel frattempo lei controllava i social è una donna che conosce a menadito la casa editrice e ha tutto il catalogo in mente e conosce ogni storia dietro ad ogni libro e nemmeno sapete questo quanto mi sia piaciuto! Essendo una casa editrice che avevo deciso di adottare per l’anno 2017 ho fatto la mia domanda classica “Quale è il libro in cui credevate e che avete deciso di pubblicare anche se sapevate che sarebbe stato difficile da commercializzare?” La risposta, sincera e schietta, è stata “Non è un libro ma un’autrice che si chiama Dubravka Ugrešić. E’ una donna molto particolare sia come carattere che come scrittrice. Ma noi credevamo nel valore della sua opera e siamo andati oltre le sue “particolarità” e abbiamo pubblicato tre dei suoi libri perché valeva la pena di portarli in Italia e farli conoscere al pubblico italiano”. Quando sono passata allo stand ho preso “Baba Jaga ha fatto l’uovo” Baba Jaga è una vecchia strega che vive in una capanna sospesa su due zampe di gallina e circondata da teschi umani. Ha una  una gamba d’osso  ed è protagonista di fiabe che vengono raccontate dal Montenegro fino alla Russia dove si dice che voli su un mortaio e mangi bambini. La storia parla di un viaggio di una scrittrice in Bulgaria dove va per ritrovare i ricordi della madre e dove incontra tre terribili vecchiette che si sono regalate una vacanza alla spa e una studiosa che sta ricostruendo la storia di Baba Jaga. Tutte queste figure che circondano la scrittrice sono lo spunto per una riflessione su vecchiaia e amore. Sempre fra le mie domande c’era anche: “Ma ad uno che non ama il Natale che cosa consiglieresti di regalare?” “Instanbul Instambul, di Burhan Sönmez, perchè è uno scritto decisamente diverso di climi natalizi che parla  di prigioni e solitudini”. E che potevo lasciarlo lì? quattro uomini vengono incarcerati e rimangono lì per dieci giorni subendo interrogatori e torture e trascorrono il loro tempo, come in un moderno Decamerone a raccontarsi storie. Manco a dirlo l’avevo già comprato!
Avevamo parlato con Carla anche di Narrativa.it che è la collana “dei nuovi autori” diretta dalla poliedrica Chiara Valerio che non solo si occupa di selezionare le migliori proposte del momento ma affianca all’esordio anche quello del fotografo che firma la copertina. così per far giustizia ho anche un libro di questa collana ed è “Il grande animale” che racconta una storia decisamente importante e particolare. Francesco, il protagonista fa l’imbalsamatore per professione e grazie a questo suo lavoro ha imparato  molte cose riguardo alle perdite: che non c’è modo di scampare, che si può imparare il modo però di sopravvivergli. Un giorno Francesco perde il padre con il quale non ha mai avuto un buon rapporto e deve, in prima persona, imparare a sopravvivere trasformando il suo mestiere pratico in una serie di indicazioni per affrontare questo lutto. 

Salerno Editrice

Salerno è presente in questo blog grazie ad Andrea Santangelo e al suo bel “Operazione Compass“, quindi quando mi hanno invitato a passare alla presentazione de “Il burattinaio dell’ultimo Zar” sulla figura di Grigorij Rasputin, non me lo sono fatta ripetere. Bella presentazione, anche decisamente divertita da parte di relatori e autore, con un pubblico attento e incuriosito, che ha percorso tutta la vita, non troppo lunga peraltro, e la figura di Rasputin attorno alla quale ci sono un sacco di miti e leggende da allora che ancora oggi sono oggetto di chiacchiere e sorrisi. Il fatto che fosse dotato, che avesse un certo ascendente non solo sui Romanov ma anche sulle donne, di chi lo prediligeva e lo amava  e via dicendo. A far da contraltare a questo c’è la realtà storica. In questo volume Marco Natalizi attinge dai documenti storici non trascurando alcuni aspetti che possono avallare o smitizzare questa misteriosa figura. Invece il volume su “Atatürk” è una vera e propria biografia della collana inaugurata da un po’ di tempo che si chiama “I profili”. Salerno editrice nasce come casa di saggistica prettamente filologica e di critica, ma mi dicevano che l’interesse per i titoli storici è talmente tanto che ad un certo punto, naturalmente ha virato e si è specializzata in saggistica storica. La biografia di cui vi dicevo poc’anzi è di Fabio L. Grassi e Devo ammettere che io nemmeno ricordavo chi fosse (me ignorantissima me!). Atatürk è il leader che contribuì alla modernizzazione della Turchia, morto nel 1938, era un abile diplomatico e un audace e astuto uomo politico, nonché un grande capo militare e un occidentalista convinto. Divenne famoso durante la prima guerra mondiale quando organizzò il movimento di ribellione contro lo smembramento della Turchia. Di sicuro, con questa spettacolare copertina, la sua faccia non me la scorderò più, ma sono infinitamente curiosa di leggere di quest’uomo che ha fatto tutte queste cose grandiosa.


Scrittura&scritture


E veniamo alle due belle donne di Scrittura & Scritture, io le adoro e loro mi sopportano, perché ogni anno da due, loro mi invitano a leggere alcuni titoli con quelle dolci espressioni da “Dai che ti piace!” e io rimango ammirata perché non solo mi piacciono i loro libri, ma li adoro proprio! Pure qui siamo in presenza di sola narrativa italiana e selezionata per la particolarità di temi e di approcci e quest’anno invece pensavo di averle fregate arrivando e dicend “Voglio il libro di Francesca!” (Francesca Battistella, “La bellezza non ti salverà”) e loro mi hanno fregato portandomi da Napoli uno dei libri di cui Eliana aveva parlato ne “I vizi segreti dell’editore” che è “Il miniaturista”. Lo hanno letto entrambe e volevano sapere che ne pensavo io (siamo sorelle di tendenze compulsive all’acquisto di libri per ogni occasione!) perché avevamo parlato delle tendenze contrastanti di giudizio che si erano create riguardo questo libro. Mentre Francesca Battistella è una simpaticissima e bravissima scrittrice che ho conosciuto con “Il messaggero all’alba” dove tra una risata e l’altra con le esternazioni dei suoi protagonisti mi ha fregata e mi ha piazzato una risoluzione di un giallo che proprio non mi aspettavo! Esce un nuovo libro di Francesca e non me lo prendo? Scherziamo? Sono andata diretta allo stand e l’ho preso e non vedo l’ora di avere qualche ora libera per immergermi nella scrittura elegante ma con ritmo. Anche questa volta un bel giallo che si svolge tra Novara e il Lago d’Orta dove una criminologa vuole andare a fondo alla sparizione di tre ragazze e deve scontrarsi non solo con la difficoltà del caso di cui si sa poco ma anche con le beghe amministrative e le direttive interne.


Questo è stato il mio più libri più liberi raccontato attraverso i libri, sarebbe andata anche peggio perchè l’ultimo giorno ero stremata a non sono riuscita a passare da Hacca, Lavieri ed E/O altrimenti la lista sarebbe ancora più lunga… pertanto ora non mi rimane che leggere a fare i resoconti delle mie letture… alcune peraltro già finite come detto per Eris Edizioni.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

#blognotesPL #sonotuttestorie a "Più libri più liberi"

E finalmente siamo all’inizio della “quasi settimana” del libro a Roma, è partita “Più libri più liberi“! La foto rende l’idea della distanza da casa mia al punto, indicato con il dito, dove si trova il Palazzo dei Congressi? A proposito, visto che panorama si vede dal mio posto auto? 
I primi ad arrivare e ad aprire la giornata di #blognotesPL sono stati Diana (Non riesco a saziarmi di libri) e Andrea (Un antidoto contro la solitudinee poi Laura (Il tè tostato). Loro sono decisamente più bravi di me che alle 11:00, dopo aver organizzato la casa per accogliere Daniela di Appunti di una lettrice e Miryam , stavo ancora cercando un posto per la macchina! 
Quest’anno il tema della fiera è #sonotuttestorie da raccontare e, in effetti, di novità ce ne sono decisamente molte. Parecchi editori nuovi tra cui, per la prima volta a Roma, ho visto Edicola Ediciones che avevamo conosciuto a Torino al Salone. Edicola è una casa editrice che si divide fra Italia e Cile con pubblicazioni sia in italiano che in spagnolo portando in Sud America autori italiani e qui autori cileni.

Il bello delle fiere è la possibilità di incontrarsi e scambiare quattro parole con gli editori e anche quella di vederli nel contatto con il pubblico e nei rapporti fra di loro. Spesso e volentieri infatti, in questi momenti dedicati alla piccola e media editoria, l’aria è più rilassata e il rapporto è meno formale. Editori che sono stati subito messi alla prova da un’apertura caratterizzata dalla presenza corposa delle scuole che, trovando la possibilità di guardarsi intorno con tranquillità perché arrivati molto prima degli altri, hanno potuto prendere parte ai primi laboratori e curiosare negli stand che riuscivano a catturare la loro attenzione. Tra quelli presi d’assalto c’è stata Las Vegas edizioni che, dallo scorso anno, riscuote parecchio successo con la sua ruota della fortuna e con le sue proposte a tinte sgargianti di narrativa. Colori e titoli parlano sempre già da soli.
Psssss… pssss… Io non vi ho detto nulla, ma Bacchilega, l’autore de “I romagnoli ammazzano al mercoledì” sarà in fiera fra venerdì e domenica e io vi consiglio caldamente di cercarlo e farvi raccontare da dove gli è venuta l’ispirazione per scrivere una storia così particolare! 

Las Vega Edizioni

 Discorso diverso per Spartaco edizioni che invece conquista ogni passante curioso che si ferma con il competente Ugo che prima lascia guardare gli stupiti ospiti e poi li conquista commentando minuto per minuto i  vari titoli, passando con la stessa dedizione e puntualità dal premio Granta, Maggie Gee (qui è presente The White family), alla saggistica di Marco Ehlardo (citato in Terzo settore in fondo e Fratello John e sorella Mary). Poi andando avanti e indietro sono riuscita a cogliere questo incontro del tutto inusuale… sapete chi è il tipo con la maglietta rossa?

Spartaco Edizioni

Il tipo in questione è Giulio Perrone autore Rizzoli del bel libro “L’esatto contrario” e, prima ancora, editore della omonima casa editrice romana che pubblica anche Giuseppe Aloe (di cui recentemente è uscito “Ieri ha chiamato Claire Moren” e scelto fra i papabili allo Strega nel 2013 con “La logica del desiderio“) e che ha pubblicato per la prima volta un autore molto promettente come Francesco Leto con “Suicide Tuesday” (qui citato per il suo secondo lavoro pubblicato con Edizioni Frassinelli Il cielo resta quello) regalandoci una voce potente del tutto inusuale, che ha veramente molto da aggiungere al panorama culturale italiana.
Vi segnalo questo concorso indetto da Spartaco edizioni perché è interessante per chi viene in fiera: chi posterà foto dei libri Spartaco su Instangram e otterrà il numero più alto di like otterrà i libri della casa editrice Spartaco per tutto il 2017… anzi no, facciamo così, io non vi ho detto nulla… ma domani se pubblico foto su Instangram datemi più like che potete va!! Aiutate i poveri blogger a raccontarvi dei bei libri! 😜

Gli editori non parlano solo fra loro, spesso lavorano, incontrano agenti, concludono accordi e contratti, curano le relazioni pubbliche con blogger e lettori e curano quelle virtuali dalle loro pagine… come ad esempio fa Gorilla Sapiens, talmente impegnata a controllare il lavoro da remoto da non accorgersi dello scatto rubato, per il quale, probabilmente domani verrò cazziata (le signore Gorilla non amano essere fotografate, ci tengono a rimanere nel nostro immaginario come piccole e carinissime Gorilla verdi!). Gorilla Sapiens sarà protagonista del reading delle 18:00 al Caffè letterario insieme ai suoi autori e, vi assicuro che è un evento imperdibile! Quindi se siete qui non fate i pigri che ci sono anche le sedie comode e presentatevi per tempo!

Gorilla Sapiens

Un’altra presenza da tenere sott’occhio è Pascal Manoukian con Derive, autore di 66thand2nd  che sarà presente sabato e domenica in fiera e in particolare sabato sarà protagonista di un reading e di una intervista alle 18.00 sempre al caffè letterario. Il libro di Manoukian, che con questo lavoro ha vinto il Prix première 2016, che è un reporter racchiude tre storie di uomini che si trovano costretti a far armi e bagagli per scappare dalla loro terra natia per motivi diversi (la crisi, la guerra e la devastazione) e che dopo un lungo percorso si ritrovano in una terra che non gli appartiene ma dove devono lottare lo stesso per la loro sicurezza. In questo momento il tema della migrazione è scottante; tante voci si affollano nel dibattito e spesso non sono così competenti. Manoukian -di cui ci metterò un anno a pronunciare correttamente il cognome!- è nato in una famiglia armena scappata dalla Turchia in Francia per evitare il genocidio e fornisce al dibattito in corso la voce competente di chi ha vissuto in prima persona tutto quello che comporta una migrazione forzata da motivi di pericolo imminente e che si scontra con culture decisamente differenti rispetto non solo ai luoghi di partenza ma avulsi anche dalle tradizioni di etnia.
Il contributo di 66thand2nd su temi sui quali necessita un dibattito serio e competente sta diventando sempre più interessante e di peso con scelte mirate e di forte impatto anche emozionale e non vanno assolutamente trascurate! Vi ricordo che lo scorso anno ha stupito tutti portando in Italia “In cerca di Transwonderland” di Noo Saro-Wiwa, figlia dell’indimenticato Ken ucciso dal governo al potere perché imprenditore e reporter scomodo, che ha raccontato a tutto il mondo un viaggio nella vera nigeria che nessuno che non sia di quei luoghi potrà fare nello stesso modo. E’ un modo per non dimenticare il padre ma sopratutto per comprendere le ragioni che lo hanno sempre portato a mettere la Nigeria davanti a tutto.

66thand2nd

E’ andata in onda anche l’edizione di #bloggerinstand organizzata da Silvia Bellucci per Edizioni Exòrma e alle 17:00 la blogger ospitata era Daniela che aveva già deciso di conoscere meglio la casa editrice. E’ stata una mezz’ora di discussione fitta fitta che ha permesso di sviscerare quelli che sono i temi interessanti per l’editore, la caratteristica delle collane e i criteri di ricerca e scelta dei testi da pubblicare. Il percorso di Exòrma si sta definendo anno per anno, qualificando ogni collana da testi scelti non solo come viaggi fisici, Exòrma è fra le organizzatrici si #letteraturediviaggio, ma anche viaggi interiori come il bellissimo “Neve, cane, piede” vincitore del Premio Procida 2016 di Claudio Morandini. Mentre Silvia e Daniela cercavano di parlare di libri lo stand è stato preso, come al solito, d’assalto da curiosi che tra uno sguardo e l’altro cercavano di ascoltare consigli e spiegazioni e qualcuno alla fine si iscriveva alla mailing-list di Exòrma che anticipa uscite e offerte ai suoi lettori affezionati.


Exòrma e Daniela di Appunti di una lettrice

Tra le iniziative di #blognotesPL non c’è soltanto il live twitting, le foto e i video ma anche un’iniziativa  abbastanza particolare: vi capiterà di trovare dei libri che hanno la forma di una nuvola di dialogo da fumetto con un disegno appoggiati messi su alcuni libri. Quando li trovate sappiate che quelli sono consigli dei blogger di #blognotesPL! Sono libri letti, recensiti e amati e che vengono consigliati con il cuore del lettore che li guarda anche con una certa nostalgia perché oramai lui li ha letti, mentre voi ancora dovete provare le emozioni della prima volta! Così con Daniela e Miryam siamo andati alla ricerca dei bigliettini che oggi venivano lasciati da Andrea e Diana… E’ stata dura, perché ci sono tantissimi espositori, ma alla fine qualcuno lo abbiamo trovato!
Chissà chi sarà domani a lasciare i bigliettini!?! Seguiteci su Twitter HT #blognotesPL e lo scopriremo insieme!

Caravan Edizioni, Edizioni Arcoiris, Edicola Ediciones

Insomma come al solito non ci siamo fermate quasi per nulla, è stata una giornata frenetica e intensa piena di saluti e abbracci e di presentazioni… Domani secondo round, si parte alla mattina con La nuova frontiera e vi racconteremo di altri e tanti bei libri!
Alle due del mattino posso sinceramente dire che, se ci sono refusi, verranno corretti dopo la pubblicazione, perché la qui presente lettrice oggi è decisamente cotta!
Vi lascio con l’immagine della cena di festeggiamento dell’arrivo di Miryam e Daniela! Buona giornata e per me buona notte!
Per tutti buone letture con ottimi libri!
Simona Scravaglieri



Blogger in fiera…

Oggi intervista lampo. Da un lato c’è Daniela Mionetto (Appunti di una lettrice) e Carla De Felice (Una banda di cefali). Daniela, come testimonia un’unica foto postata in questo blog (psss… psss cercate l’intervista! Io non vi ho detto nulla!) è già stata a Roma ed è per giunta sopravvissuta all’ospitalità della lettrice sconclusionata mentre con Carla ci siamo conosciute telematicamente grazie al progetto Book Blogger Blabbering a cui partecipiamo tutte!”. Quindi, bando alle ciance, e diamo inizio alle domande:

Benvenute in questo spazio e prossimamente a Roma! Raccontateci chi siete e da dove venite!


Daniela: Grazie è sempre bello essere ospitata nel tuo spazio!! Mi chiamo Daniela, anche se preferisco Dany dagli amici, creatrice del blog “Appunti di una lettrice” e vengo dal freddo e lontano Veneto. Avete presente? Quella regione sulla carta geografica dell’Italia in alto a destra?? Dove purtroppo c’è un esubero di gente che vota Lega Nord e pochissimi lettori?? Ecco, quella.

Carla: Ciao Simona e grazie a te però….aiuto. Queste domande mi mettono sempre in crisi perché neppure io so bene chi sono 😛 (  scherzo eh… forse). Attualmente vivo vicino Napoli però sono un po’ una trottola che non ho ancora trovato una posizione stabile in questo globo. Lavoro come traduttrice e sottotitolatrice, qualche volta anche come prof, e sono grande appassionata della lingua tedesca (dove ho vissuto anche per un po’ di anni). Per quel che riguarda i cefali, invece, siamo una simpatica banda che supera i 10 redattori e che gestisco assieme all’altro caporedattore nonché cofondatore Fabio D’Angelo.

Tre aggettivi per descrivere il vostro blog…

Daniela: Semplice, diretto e curioso (almeno spero)

CarlaPer citare il mio socio Fabio D’Angelo: giovani, carini e diversamente occupati 🙂 

Il libro che vi piacerebbe trovare in fiera e riportare a casa…

DanielaQuest’anno non mi sono fatta una lista di libri, ma ho intenzione di conoscere alcune nuove Case Editrici e di farmi conquistare dai loro prodotti, per tornare a casa con tante nuove letture interessanti e stimolanti.

CarlaDevo sceglierne per forza uno solo?La vedo dura anzi impossibile. Qual è la prossima domanda?

Abitudini da fiera. Io so che Daniela ha una piccola abitudine ovvero quella ad un certo punto di prendersi un po’ di tempo per girare in silenzio gli stand da sola. E tu Carla? Ci sono altre abitudini Daniela che non ho notato?


DanielaDevo dire che sei un’ottima osservatrice. Non credo di avere altre particolari abitudini, tranne quella di prendere appunti su ciò che vedo e sento e di uscire a fumare a intervalli regolari (ma questo lo sai, perché di solito esci anche tu con me). [e come darti torto io te, buste di libri e il raccoglitore delle cicche sulle scale ed è subito fiera XD]

CarlaDiciamo che quando sono alle fiere voglio fare sempre un sacco di cose e poi mi lascio trasportare dagli eventi. Ogni anno mi ripeto: “Questa volta mi faccio un programma, preciso, dettagliato, mi seguo tutte le presentazioni” ma alla fine il tempo vola e tra una chiacchiera e l’altra non rispetto mai nulla (o quasi) di quello che avevo programmato. Ma forse è anche questo il bello. E poi anche io, come Daniela, amo girare senza meta tra gli stand da sola tanto che a volte arrivo (quasi) a sapermi orientare tra gli stand anche ad occhi chiusi 😀

La valigia: istruzione per l’uso dei blogger. Cosa mettere e cosa no!


Daniela: Io viaggio sempre molto leggera, soprattutto se sto via pochi giorni. Quest’anno la mia valigia sarà ancora più vuota, giusto lo stretto necessario, per poter far posto ai libri che porterò a casa. Anche perché proprio tu Simona mi hai promesso un libro che sta nella tua libreria da molto tempo… devo ricordarti di cosa parlo??? [Chi io? Me medesima?sarà mica “Casa di foglie“? XDD]

CarlaQuesta è la domanda della vita…. viaggio tantissimo eppure sono una frana con le valigie. Dimentico sempre qualcosa di importante. Figurati come blogger. Per le fiere comunque viaggio sempre con la valigia grande ma mezza vuota per tornare carica come un mulo, è questo forse il mio consiglio. [Nota di colore la lettrice sconclusionata sta ridendo con le lacrime agli occhi]

E’ la vostra prima volta a Più libri più liberi? E come vi preparate a queste rutilanti giornate?

Daniela: Per me è la seconda volta, ma l’agitazione prima della partenza è esattamente come la volta scorsa. Di diverso quest’anno mi sono preparata un po’ di più riguardo alle Case Editrici che incontrerò, perché ho un paio di incontri in programma, e in aggiunta girerò per la fiera con il mio personale “zibaldone” (un quadernetto di appunti incasinati).

Carla: 
No, ci sono già stata l’anno scorso (miiiii, è già passato un anno?!). In realtà non mi sto preparando affatto perché sono sommersa di lavoro, ma sto leggendo, per quel poco di tempo libero che ho. Anche le risposte, le ho date di frettissima, quindi scusa se sono un po’ sconclusionate 😛

La domanda finale è un po’ scomoda ma richiede solo la semplice sincerità che vi contraddistingue. In queste giornate condivideremo giri ed eventi, quindi mi domando cosa vorreste portarvi a casa di questo incontro che per Daniela è un ritrovarsi e per Carla è un conoscersi?


DanielaIo mi aspetto di portarmi a casa la stessa bellissima esperienza dell’anno scorso. La tua gentilezza e disponibilità mi hanno permesso di trascorrere due giorni meravigliosi. La tua simpatia mi ha conquistato e ha reso tutto più piacevole e divertente. Quest’anno spero di replicare la stessa esperienza e se è possibile potremmo anche migliorarla. [ e arrossire fino all’attaccatura dei capelli è un attimo!]

CarlaNaturalmente sono contenta di conoscervi finalmente di persona e sono convinta che ci faremo un sacco di risate. Solo che vi avverto, con me le figuracce sono all’ordine del giorno. Io già ci sono di natura, ma alla fiere esco proprio di testa. 😀


Grazie per essere state con me! Ah no! ultima, ultimissima domanda – lo giuro!- una frase che convinca chi passa di qua che è essenziale cliccare e conoscere il vostro spazio… 

Daniela Che domanda difficile!! Il mio blog, Appunti di una lettrice, è il mio personale piccolo spazio dove posso raccontare cosa rappresentino per me i libri e di come influenzino la mia vita. Sanno farmi emozionare, pensare e possono anche mettermi in discussione, facendomi crescere e rendermi una persona migliore. Se anche voi la pensate così sarete i benvenuti tra i miei appunti.

Carla:  Per questo cito le prime righe della nostra presentazione: “I cefali sono personalità bipolari, mentalmente instabili, spietatamente critici, ma anche dannatamente sentimentali.”… che ne dici?
[messaggio confezionato per la sottoscritta che ama quando Carla scrive:] Ci vediamo a Roma all’ora e non sto più nelle pinne 😀

Se le volete incontrare dovete cercarle in fiera a Roma, invece per leggerle avete gli indirizzi dei relativi siti e quindi ci vediamo lì! Grazie ad entrambe per la pazienza!

Simona

#SalTo2016 quattro passi in fiera senza Cointreau…


Una foto pubblicata da @leggendolibri in data: 13 Mag 2016 alle ore 05:54 PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js

Anche quest’anno sono stata al Salone del libro di Torino. Non è una novità, oramai sono tre anni che ci vado ma di nuovo c’è che la “formula per vivere e sopravvivere al salone” quest’anno, con Librangolo Acuto, Appunti di una lettrice e La leggivendola (mentre Librinvaligia è stata sempre ligia al dovere!), l’abbiamo involontariamente cambiata. Diciamo che non è stata una cosa voluta e cercata ma, forse per la prima volta, complice il “regime di carcerazione” istituito dalla nuova gestione dell’evento – che prevede che in fiera si può entrare solo una volta al giorno-, abbiamo preferito alla visita costante e continua agli stand, la presenza alle varie presentazioni. A parte quello sulla Sarfatti, edito da Mondadori, tutti gli altri erano piccola e media editoria (anche se Fazi, alla fiera di Roma, era considerato un grande editore!). Cos’è cambiato rispetto l’anno scorso? In pratica poco e niente.

In compenso, visto le instabili pile di libri che voglio leggere, avevo stabilito che avrei comprato un libro, al massimo due. Non sono stata bravissima – ne ho presi tre – e due mi sono stati dati dagli editori e quindi, al rientro, non sembrava stessi portando un cadavere in valigia come lo scorso anno! Alla fine ho adottato tre case editrici e ne sono particolarmente contenta perché due di queste le conoscevo appena e una mi era totalmente sconosciuta e quindi sono felice di ospitarle come nuovi ingressi in questo spazio.

Come al solito l’elenco è in ordine alfabetico per casa editrice e non per importanza:


Edicola Edizioni (casa editrice adottata)


Bellini loro, dividevano uno spazio molto bello con Spartaco Edizioni e un altro editore, che al momento mi sfugge. Hanno una vita un po’ particolare che si divide sei mesi in Italia e sei mesi in Cile; pubblicano sia autori italiani che cileni traducendoli sia in italiano, per gli spagnoli, che in spagnolo, per gli italiani. Siamo andate in tre da loro, io, Librangolo Acuto e La Leggivendola e, in tre, abbiamo preso tutti libri differenti tra cui uno in spagnolo (Irene sbrigati a leggerlo che sto in ansia per questo orfano di madre!). Chiaramente il libro che ho preso io è un autore italiano con un titolo che è tutto un programma: 

“La gente morta non si diverte”, Gianluca di Renzo. La quarta di copertina è micidiale e bellissima:
“Non sono stato neanche capace di organizzare una morte fottutamente semieroica. Sono un mediocre. Lo sono sempre stato. Un non uomo, con aspirazioni da uomo, senza risultati apprezzabili. Maturo, costante, la decisione di un suicidio, che verrà attuato con risultati disastrosi. Mi farò molto male, senza uccidermi”. E’ inutile che fate i vaghi, se continuate a venire in questo spazio è perché anche voi non lo avreste lasciato lì!


Eris Edizioni (libro regalato, casa editrice adottata)


L’adozione ci sarebbe stata comunque quando mi hanno detto che mi avrebbero mandato degli esempi di analisi del mondo delle graphic novel. Parlando con loro ho detto che uno dei miei limiti è il non saper dare il giusto peso a questo genere di pubblicazioni che, invece, negli ultimi anni non solo hanno trovato un folto gruppo di estimatori ma, grazie a questa insperata riscoperta, si arricchita di nuove storie e di nuovi approcci alla costruzione delle storie.E invece mi hanno pazientemente, vi assicuro che con il caos della fiera e dopo un’intera giornata a fare banco fra i curiosi non è facile mettersi a fare un’analisi del genere, mi hanno dato un sacco di spunti da cui partire. Poi, guardando le copertine ho scoperto che hanno anche una collana di narrativa che a Roma mi era completamente sfuggita, me-colpevolissima-me, e allora ho fatto la solita domanda: “qual è il libro che hai deciso di pubblicare, in barba alle possibili vendite, perché ci credevi proprio?”

“Il complotto delle statue di cera”, Riccardo Borgogno. E’ un romanzo che si svolge in varie epoche temporali e nella seconda di copertina specifica “[…] segue il percorso di un antico sapere esoterico e alchemico […]” arrivando fino ai giorni nostri a Torino in cui una serie di pratiche antichissime che risalgono all’epoca di Arduino vengono ancora utilizzate dietro le facciate borghesi della finanza e della cultura della città. Ci sono un sacco di bei disegni, alcuni un po’ inquietanti, ma mi piace e, appena lo leggerò non scamperete al mio resoconto. Contenti? Eggià…

Rogas Edizioni (casa editrice adottata)


Avevo sentito parlare di questa casa editrice da un autore che mi ha mandato il suo lavoro che è: Le cose dell’orologio” di Mario Borghi, che con una copertina siffatta non potevo non leggere (lo troverete fra gli arrivi di Maggio). Invece a Torino ho preso:

“Riscenziello”, Marco Ciotola – Un romanzo sull’ansia, ci ha detto l’editore, e in effetti il protagonista di questa storia già non ha una vita tranquilla circondato dai suoi parenti mentre deve curare una campagna pubblicitaria per uno psicologo e quindi decide di seguire un percorso di analisi. Abbiamo letto con Librangolo Acuto il primo capitolo e già ci siamo fatte ricche risate.

“La biblioteca ritrovata. Percorsi di letteratura gay nel mondo contemporaneo.”, Francesco Gnerre. In questo caso parliamo di un saggio e, stando alla presentazione decisamente partecipata che ho visto, anche un signor saggio. Nel giro di un’ora è stato ripercorsa per sommi capi la storia della letteratura che si occupata del mondo omosessuale e sono stati dati parecchi spunti di riflessione. Perché parlare di letteratura gay oggi? Per la questione dei matrimoni? L’adozione? In sostanza la cultura va a braccetto con la civiltà e la legislatura. Se non conosciamo abbiamo paura o ci convinciamo che sia tutto sbagliato. Conoscere, come nel  caso anche del mondo esterno a quello che frequentiamo, ci mette in condizione di capire e scegliere. L’incontro si è svolto nella Sala Incubatore e ha generato non solo molto interesse ma anche molte domande e sussurri. Per esempio, io Irene e Daniela, non eravamo molto d’accordo sul fatto che in Italia non ci siano tante pubblicazioni in merito. Ma aspetto di leggere il libro per dare un giudizio definitivo.

Una foto pubblicata da @leggendolibri in data: 14 Mag 2016 alle ore 07:10 PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js


Sonzogno (libro regalato)


Che se non me lo avessero regalato lo avrei comprato. Già avevo visto il comunicato e avevo intenzione di richiederlo, poi ci si è messa Irene. E’ bello eh? Ma bello, bello-bello. Ecco è una saga storica inglese che si svolge nel 1783. Ora, ho appena finito Sterne, che non glielo vogliamo mettere un suo coevo vicino?

“Ross Poldark”, Winston Graham. E’ appena tornato, dopo aver combattuto la guerra della Rivoluzione Americana, Ross Poldark ed è figli di uno piccolo possidente terriero inglese . Ha abbandonato l’Inghilterra per problema con la legge e quando torna è tranquillo signore non più giovane scavezzacollo, ma scopre immediatamente che la sua fidanzata, complice la guerra e una dichiarazione della sua presunta morte, sta per sposare un altro e che la sua casa di famiglia sta cadendo a pezzi per l’abbandono. Quindi il nostro eroe decide di rimettere a posto le cose, proprio partendo dalla sua proprietà. Ci riuscirà? Appena lo leggo non ve lo dico, ma magari trovo altro da dirvi in merito!

Tra le presentazioni viste invece ci sono quelle di:

“Sottrazione”, Gorilla Sapiens edizioni, che non glielo diciamo che hanno fatto un libro con le gradazioni del blu che io preferisco, altrimenti chi le sente? Presentazione davvero bella perché il relatore è riuscito a stupire pure l’autore, Carlo Sperduti, con delle riflessioni che sono veramente interessanti. Insomma Sperduti o lo si prende in superficie, come umorista e narratore amante del rimescolamento dei vocaboli in soluzioni assurde, oppure lo si prende in maniera seria ,come fine giocatore e “declinatore” dei significati e delle accezioni con cui si forma una determinato linguaggio, fa sempre e comunque parlare di se. E questo mi sembra un buon punto a suo favore. E io vi metto una delle foto più belle che ho fatto al salone:

Una foto pubblicata da @leggendolibri in data: 12 Mag 2016 alle ore 11:13 PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js
Quindi abbiamo visto, io un po’ meno l’ho più che altro sentita, la presentazione del saggio di Fazi Editore, che prima o poi mi compro “Charlotte Brontë. Una vita appassionata” Lyndall Gordon. Ora questo libro mi piace in particolare per colpa di Irene, che ne è rimasta stregata, e vi assicuro che per stregare Librangolo acuto ce ne vuole eh! Quindi non appena mi toglierò di mezzo qualche libro, ne ho già due da defenestrare, lo comprerò (ad occhio e croce ne devo defenestrare qualcun altro, ma sto lavorando per voi, non disperate!). 


Poi abbiamo visto le presentazioni in cui è stato relatore Patrizio Zurru, il fondatore di Strade scritte, che è interventuto per commentare un saggio su Grazia Deledda e la sua amica e Amelia Melis de Villa. E’ stato interessante, il libro è pubblicato da Arkadia Editore, anche questa una casa editrice che ho scoperto in Fiera. Il saggio di propone di restituire una quadro quantomai completo dell’autrice, svelandone i tratti meno conosciuti. Ne è venuto fuori un quadro decisamente interessante anche perché Patrizio è riuscito a trovare un articolo scritto dalla Deledda proprio sulla Sardegna e vi assicuro che c’era da rimanere stupiti. Sono certa che qualcuno inorridirà, lo sento già urlare “Orrore, orrore, orrore!”, ma io e la Deledda non siamo andate molto d’accordo sino ad oggi, anzi fino al giorno della presentazione di questo libro. Diciamo che preferisco la Deledda giornalista che quella scrittrice… quindi inorridite, ma con contegno grazie!

Una foto pubblicata da @leggendolibri in data: 13 Mag 2016 alle ore 08:08 PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js
Sempre Zurru, in compagni di Isabella Pedicini, che è stata la scorsa estate con noi a #Nonsonosòle, con “Ricette umorali” e “Ricette umorali. Il bis” pubblicati entrambi con Fazi. È inutile, insieme sono un connubio esplosivo. Lei talmente solare da illuminare con il suo sorriso tutto ciò che le sta intorno e lui che, quando trova la giusta controparte, diventa un perfetto umorista. Abbiamo esplorato gli ambiti dove hanno visto luce le “Ricette umorali” nate come perfetto connubio di cibo e letteratura. Il tempo è decisamente volato con loro, nonostante tutto il caos che circondava il padiglione che li ospitava.

Una foto pubblicata da @leggendolibri in data: 13 Mag 2016 alle ore 09:09 PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js
Infine, ma non ultima per importanza la presentazione del volume: “Margherita Sarfatti. La regina dell’arte fascista.” di Rachele Ferrario per Mondadori Editore, presentata con Cazzullo come relatore. A parte essermi congelata con Daniela ed Irene, sono veramente contenta di averla vista. A parte i facili commenti, la figura di Margherita è basilare per conoscere i veri retroscena del regime, pochi sanno che a fare di Mussolini il Duce fu proprio lei, con un libro in particolare, pubblicato in Inghilterra e poi successivamente concesso alla pubblicazione di Mondadori solo a patti che alcuni pezzi dell’edizione inglese venissero censurati. L’avevo visto di sfuggita mentre facevo i regali di natale in libreria e poi mi ero dimenticata di prenderlo. A Gennaio lo avevo comprato in un’altra libreria e, devo ammettere, che dopo questa precisa ricostruzione fatta nella presentazione cui ho assistito, credo che la leggerò presto appena ho un po’ di tempo e, sopratutto, ho chiuso i millemila libri aperti che devo ancora ultimare!

Tra le iniziative interessanti c’era anche #faicomeallostandtuo #editorinscambio per la quale ogni editore prestava un suo rappresentante che doveva, allo stand di un altro, scegliere un titolo e sponsorizzarlo. Nel nostro caso ci siamo imbattute in Silvia di Edizioni Exòrma allo stand di Nottetempo:

A photo posted by @leggendolibri on May 13, 2016 at 6:42am PDT

//platform.instagram.com/en_US/embeds.js


Detto questo ho visitato gli stand bellissimi di Exòrma, Hacca Edizioni, Lavieri, Sur, Casa Sirio, Neo Edizioni, Intermezzi, Fazi, Giulio Perrone, Spartaco Edizioni, NN Editore, 66and2nd, Adelphi e Marsilio e altri che alle 23:00 di sera, con alle spalle una lunga giornata di lavoro, non mi sovvengono ma che vi aggiungerò in seguito. Stand bellissimi perché pieni di novità e tante conferme a riprova che la piccola e media editoria riesce ancora a distinguersi e questa è una bella notizia. Complice la figuraccia dello scorso anno dell’organizzazione, mi hanno detto che i prezzi degli stand sono un po’ diminuiti, non tantissimo ma un pochino sì. Questo ha permesso a tutti di avere uno spazio adeguato e questa è una cosa che rincuora anche noi lettori che speriamo sempre di poter sbirciare nei tavoli in tranquillità senza dover fare a cazzotti con gli altri. 

Sono comunque stata strattonata, calpestata, borsettata (sport particolarmente attivo alle fiere in cui la regola ferrea è: più grossa è la borsa della dama, più forte sarà la botta che ti darà voltandosi di scatto per guardare se dietro la stanno seguendo!”), ho ricevuto abbracci e sorrisi e, nonostante le corse da un evento all’altro – mai che ce ne fosse uno vicino agli altri! – mi sono anche molto divertita parlando con blogger che hanno interessi comuni e anche diversi dai miei. In fiera noi blogger per l’organizzazione rimaniamo “professionali di serie B” e quindi non si ha diritto a quasi nulla. Mi hanno detto addirittura che hanno chiesto 170€ per avere l’accesso alla wi-fi! Ora, io non voglio dire siori organizzatori, ma fate pace col cervello!
Abbiamo anche provato a fare una serata bookclub  – versione salone off -, ma avendo finito solo io e Librinvaligia il libro, che vi ricordo era “Anime baltiche”, abbiamo deciso di posticipare la discussione a Giugno con adeguata cena baltica. In effetti, di baltico c’era solo il clima torinese, e, vi confermo, con la braciola ai ferri rimane difficile acclimatarsi in quei luoghi per discuterne con calma! Però a noi si è unita anche Laura de “Il tè tostato” e sono venute fuori delle interessanti conversazioni.

Di tutta questa esperienza rimane un solo mistero: chi è che di mattina, per entrare in fiera si porta il Cointreau dietro. L’ultimo giorno quando abbiamo attraversato i controlli anti-Isis tra gli oggetti requisiti c’era una bottiglia di questo liquore!
Felici che ve la siete cavati con poco? Aspettate il diario… (Risata malefica)
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Editori… Sbirciando fra gli stand di Più libri più liberi 2015 – Lavieri Edizioni


“I collezionisti” Biagio Biagini e Anna Laura Cantone
Lavieri Edizioni
Fonte: LettureSconclusionate


Eccoci qui! Come promesso nel post riassuntivo delle frenetiche giornate di Più libri più liberi 2015, dove vi avevo promesso che vi avrei fatto fare un piccolo Blog-tour degli editori e degli eventi, qui cominciamo con un editore: Lavieri Editore (Home).

I Lavieri sono in due, Marcello e Rosa, e dal 2004 fanno libri che toccano un gruppo di generi abbastanza ampio e vanno dalla letteratura per l’infanzia, passando per il fumetto, arrivando a quella per gli adulti. In aggiunta, vi posso dire, che la ricerca della rappresentazione grafica, sia per i piccoli che per gli adulti, è veramente minuziosa. E se aguzzate gli occhi nel video potrete sbirciare qualcosina! 

Lavieri Edizioni nei social li trovate qui:

Twitter: @lavieri_libri
Google+: +Lavieri edizioni 
Facebook: Lavieri Editore e Piccole pesti

Buona visione e buone letture,
Simona


Più libri più liberi 4-8 Dicembre 2015 – Appuntamento davanti ad un libro…

Fonte: Donna Moderna
Diciamocelo, nel post fiera, io mi riduco sempre più o meno così! In parte perché guardando gli stand mi rendo conto di quanti libri ho ancora da finire di leggere in casa e in parte perché io davvero mi comprerei tutto. Invece quest’anno, che avevo promesso a me stessa di fare la brava in vista di un qualcosa che succederà l’anno prossimo e di cui vi parlerò nel prossimo mensile, mi trovo comunque a farvi una sfilza di elenco tra libri comprati e quelli che ho ricevuto in regalo! Le mie amiche mi vogliono troppo bene e sono sempre preoccupate che io rimanga senza libri da leggere! E la cosa più sorprendente è che riescono sempre a trovare i titoli giusti che mi mancano.

La cosa più bella di quest’anno è che la fiera si è svolta dal 4 al 8 dicembre e che in 5 giorni tre erano non lavorativi  e quindi, probabilmente per questo motivo, in fiera ci sono state visibilmente meno persone concentrate in pochi giorni ma l’afflusso è stato costante.
Tra le brutte notizie c’è invece che Fazi è diventato in pratica un grande editore, e quindi in fiera non c’era – sob!-, e che DuePunti Edizioni, purtroppo, ha chiuso i battenti quest’estate e, il vuoto che ha lasciato, si è fatto sentire parecchio. 

Quindi, saltati due acquisti che volevo fare, pensavo di riuscire a cavarmela con poco e invece mi sono riempita di libri lo stesso! Quindi, bando alle ciance, cominciamo con l’elenco. Di stand ne ho visti veramente tanti, e ho deciso di applicare la stessa politica dello scorso anno, ovvero di mettere l’elenco dei libri acquisiti (fra regali e acquisti) in ordine alfabetico per nome della casa editrice e non per importanza o altro.

66thand2nd

La fine, Salvatore Scibona. (Libro regalato) Miryam (@crisidiconscienza) credo che voglia la mia salvezza, un po’ come il mio amico di Milano Massimo. Entrambi mi dicono spesso che do il meglio di me stessa con i libri seri. Insomma sono la classica che “potrebbe ma non si impegna”. Quindi Miryam ha deciso di regalarmi tutti libri seri e questo lo ha scelto personalmente dopo aver scoperto che io – me ignorantissima me – non ho mai letto nulla di Scibona. È un romanzo contemporaneo e, riguardandolo a casa con più tranquillità, una cosa che ha attirato la mia attenzione è questa frase in seconda di copertina “Se riuscissi a comprendere un solo attimo riuscirei a comprendere ogni attimo”.  Fa libro-profondo-con-tanto-di-introspezione? Sicuramente! E’ anche un tomo e sicuramente lo leggerò, dopotutto se Miryam dice che vale la pena allora tocca leggerlo.

Bompiani Editore 
I segreti di Heap House – Edward Carey(libro regalato) Me lo ha regalato Daniela di Appunti di una lettrice.
Adovo, adovo, adovo!! E’ l’inizio di una saga contemporanea, del tipo che viaggia fra realtà e fantasia. E’ ambientato a Londra in una casa isolata nel mare dove, ogni appartenente alla famiglia tenutaria dell’edificio è legato naturalmente ad un oggetto mentre, il protagonista, ha anche un dono in più, ovvero quello di sentire i sussurri di tutti gli oggetti. È uno di quei libri inglesi che vanno letti con il silenzio di un fine settimana piovoso, con il fuoco nel camino, la vicina urlatrice in vacanza nell’anfratto più lontano della siberia e un bel tè. Fatta eccezione per la vicina, credo di potermi attrezzare per tutto il resto molto presto!

Edizioni E/O

I figli sono pezzi di cuore, Giorgia Lepore (libro regalato). Questo me lo ha regalato Miryam (@crisidiconscienza) che era convinta, probabilmente, di trovare a casa mia quello che sarebbe potuto mancare alle mie letture e, invece, si è trovata surclassata dalle mie “pile” di libri – tutti diversi nel genere, autore e grandezza – che popolano le mie librerie. Quindi ad un certo punto ha scelto lei a tradimento… Mentre sbirciavo il nuovo libro di Perrotta, nuovo si fa per dire è del 2011 ma tradotto e pubblicato quest’anno in italiano, mi ha chiesto se avevo letto mai la Lepore (che poi ne avessi letto uno solo dei libri che ha letto Miryam! Mi sembra di non aver mai letto nulla quando parlo con lei!). Indovinate un po’? Ora ce l’ho! la devo solo leggere! 
Aggiungo, giusto per farvi capire la situazione che, la fatina della lettura – carissima amica-sorella di Milano – per avere mie foto, sapendo quanto io non ami stare davanti all’obiettivo, suggeriva qualche tempo fa di darmi un libro in mano così da distrarmi per la foto!

The leftovers. Svaniti nel nulla, Tom Perrotta. Ora “il Perrotta”, a casa mia, è come Harris, non importa cosa abbiano scritto ma si comprano sempre. È stato definito il Nick Hornby americano, con tanto di placet dell’originale inglese che – mi sembra – nel 2005 diceva di essere orgoglioso, dopo aver letto i suoi libri, di avere un cotale paritetico in America e di essere paragonato a lui (Shakespeare scriveva per soldi, Guanda editore). Perrotta ha scritto per anni, sia come romanziere che come sceneggiatore ma diviene famoso nel primo decennio degli anni 2000 per una, oramai celebre, triade di libri di cui due tradotti in Italiano da E/O e uno da BUR che sono rispettivamente: “L’insegnante di astinenza sessuale” “Intrigo scolastico” e  “Bravi Bambini“.
 Teoricamente, guardando alla storia di “The Leftovers” superficialmente, il nostro autore si stacca dai temi che fanno tanto anni ’60-’80 del 1900, per affrontare un panorama pre-apocalittico: ci sono state delle improvvise sparizioni e qualcuno dice che sono stati rapimenti, come contemplato dalle scritture sacre. I rapimenti, secondo gli scritti religiosi vengono prima della definitiva fine del mondo e visto che nessuno sa cosa sia esattamente successo, all’intera umanità rimane solo una cosa da fare, cercare di ricreare una sorta di normalità che aiuti tutti a ricominciare a vivere nonostante i fatti che li hanno toccati sconvolgendo la vita di ognuno.
Se invece uno guarda attraverso le sfumature, Perrotta è sempre se stesso, disincantato e sempre curioso segue una rotta che va a sostenere la trama principale della storia non tralasciando uno sguardo approfondito sulla reazione della gente, come ieri lo faceva per quella folla di genitori troppo impegnati religiosamente per fa sì che a scuola i figli facessero una “diversa” educazione sessuale (L’insegnante di astinenza sessuale) o arrabbiati perché due esclusi dal gruppo figo delle mamme, riuscissero comunque ad avere una vita normale escludendo il quartiere che li circondava e che li aveva per primo esclusi (Bravi bambini). 
Sono a metà libro, vi farò sapere abbastanza presto che ne penso ma ho la vaga impressione che si sia già capito! 
Exòrma Edizioni

In cammino con Stevenson. Viaggio nelle Cévennes, Tino Franza. Il titolo è rappresentativo del lavoro fatto da Tino Franza che coglie l’occasione per ripercorrere le tappe di un famoso viaggio per conoscere più a fondo le motivazioni che spinsero Stevenson ad intraprenderlo e le storie che lo riguardano. Un viaggio lento e introspettivo, come succede spesso che lo siano i viaggi a piedi e, probabilmente, si fanno ancora oggi per questo. E’ sicuramente il misto di fatica e di perseguimento dell’obiettivo, legati a doppio nodo con il silenzio e la contemplazione dei luoghi che ci permette di esplorare il nostro silenzio e cominciare a capire meglio qualcosa di più di noi stessi. Un libro interessante anche un po’ fuori dal comune e visto che, in questo blog, libri di viaggio non ce ne sono devo colmare la lacuna e, questo, mi sembra un buon punto di partenza! 

Hacca Edizioni

Comunism. Gli ultimi eretici dell’Impero. Valise Ernu.  E’ una raccolta di una corrispondenza. Non saprei dirvi che cosa ho comprato, perché per me è un saggio che si svolge fra una serie di lettere. Poi ad un certo punto ho scorto “Salamov”, e non ho potuto resistere. Quindi credo che presto sapremo che si nasconde dietro questa copertina… lettore avvisato, mezzo salvato! 

Intermezzi

Caterina fu gettata – Carlo Sperduti. Cronaca di uno sperduto personaggio di Sperduti che è talmente sperduto da perdere la fidanzata perché in un impeto, oramai perduto, di pulizia nella furia del momento getta nella spazzatura anche la sua anima gemella. Se fosse Jerome K. Jerome a scrivere queste righe, a questo punto direbbe “ci sono troppi sperduti in questo resoconto”. Ma gli sperduti con o  senza la “s” maiuscola, non bastano mai! 
Si dice in corridoi sperduti, che questo libro stia per divenire un cult… almeno per gli estimatori dell’autore… Non posso dirvi altro, altrimenti vi dovrei poi uccidere!

Las Vegas Edizioni

Scoperta recente e casa editrice adottata quest’anno con due titoli:

La penultima città di Piero Calò. È un romanzo distopico e fantastico in cui una serie di personaggi cercano di sopravvivere in un mondo al limite. Io a “distopico” lo avevo già acquistato. Sono di certo compulsiva e malata!

Attraversami. Christian Mascheroni. Anche questo è un distopico un po’ meno fantastico dove in un futuro relativamente vicino, il regime che si è instaurato vieta di innamorarsi. Pure qui, è bastato un “distopico” et voilà libro impacchettato e comprato!

L’unica cosa che mi è rimasta appesa è che non ho avuto l’intelligenza di comprare è anche questo un loro titolo in catalogo, che tanto mi era piaciuto, e che si chiama “I romagnoli ammazzano il Mercoledì“. Lo volevo prendere e invece mi sono completamente distratta – vedi che danni può fare un “distopico” lanciato qui e lì! -. Quindi mi toccherà recuperarlo perché un titolo che fa l’occhiolino a Scerbanenco capita raramente al giorno d’oggi ed è meglio non lasciarselo sfuggire!

Lavieri Edizioni

I collezionisti, Biagio Biagini e Anna laura Cantone –  La quarta di copertina dice tutto:
“In questo luogo stralunato pieno di tappi e di lattine, di conchiglie e figurine, ci sono tipi di ogni tipo, seriosi, matti, precisi o distratti.
Ne conoscevo due, piuttosto strani, che invece di passare il tempo sui loro divani andavano in giro per ogni dove e raccogliere cose nuove. Poi, ogni mercoledì, si incontravano per una competizione e gareggiavano come piloti sulla pista. solo che questa è la gara del collezionista”. I disegni sono un vero spettacolo, poi vi farò  vedere! Delizioso è dire poco!

NN Editore

Le prime quindici vite di Harry August – Claire North. Questo libro mi è capitato grazie alla scelta felice di Miryam (@crisidiconscienza). Era infatti un libro al buio (incartato e quindi quello che ti capitava ti capitava!) e mi ha detto più che bene. Inizia in una stanza di ospedale dove un uomo sa che sta per morire e riceve un messaggio da una bambina. Avrebbe dovuto morire, ma adesso il messaggio lo deve passare a sua volta, quindi questa è una delle sue tante morti. Ho letto solo due capitoli, altrimenti non mi sarei fermata e quindi, quando riprenderò a leggerlo, vi dirò che penso di questo stranissimo libro… 

Panorama – Tommaso Pincio. Ecco questo è un libro che non avrei voluto comprare, e che invece poi l’autore stesso con la sua presentazione, che poi vi posterò – pazientate! -, mi ha convinto a prendere. È una storia alquanto bislacca – e siccome io non sono da meno… – in cui Ottavio Tondi, lettore di professione e che decreta il successo di molti autori approvando i loro libri, improvvisamente sente il bisogno di scrivere. Ma non scrive tanto per farlo, bensì scrive ad una donna con la quale per quattro anni avrà una fitta corrispondenza via social. Non ho capito e forse non ho voluto capire molto altro anche perché l’effetto Pincio è irresistibile, ha sempre la faccia di uno che passa di lì per caso e non capisce perché c’è gente che passa il tempo a srotolare chilometri di declinazioni su quello che ha scritto. Forse, anzi probabilmente, è questo che mi ha convinto a comprarlo! 

Polillo Editore

Il treno per la campagna” e “Morte di un marito” di Kerry Greenwood. Questo è un regalo che farò a mia madre. Si tratta della serie di tre libri che ha dato vita alla serie di “Miss Fisher” che, sia io che lei adoriamo e oltretutto, come dicevo a Polillo in persona (notare, in 5 anni è la prima volta che gli rivolgo la parola!), non conoscevo neanche questa collana. Mi ha spiegato che è una vecchia collana che hanno ritirato fuori per la fiera e che fino alla messa in onda di Miss Fisher non aveva avuto tutto questo successo. Questi sono il numero due e il tre, per il primo pare che sia necessario cercare fra gli usati e gli scambi. La qualità Polillo, anche qui, è veramente eccezionale. Non so se il loro libri mi piacciano di più per le selezioni dei gialli e dei romanzi che vi pubblicano o per la qualità dell’oggetto-fisico-libro. Rimane il fatto che il regalo con un loro libro fa sempre un figurone! 

Scrittura&Scritture

La passeggera – Daniela Frascati. Ma diciamocelo che le nuove copertine di Scrittura&Scritture ci piacciono un sacco! “La passeggera” è un giallo, che ha luogo nel 1914 su un piroscafo sul quale scoppia un’improvvisa epidemia e scompare un passeggero. C’è una donna a bordo che sembra essere dotata di strani poteri e poi ci sono delle piume nere disseminate qui e lì nella sua cabina. Presagi e misteri assicurati. Potevo lasciarlo lì? Giammai! 

Spartaco Edizioni

La melanconia di Clara – Anne Raeff. Questo è un vero “atto di coraggio” da parte mia che, ammetto – tanto da qualche tempo lo dico chiaramente – di non riuscire a leggere la sola narrativa dedicata all’olocausto. Il motivo è abbastanza semplice: a quindici anni mi capitò tra le mani un libro che si chiamava “La casa delle bambole” di KA TZETNIK 135633 e per me fu un dolore così grande leggerlo che non mi ricordo nemmeno se sono riuscita a finirlo ma, al solo pensiero del contenuto, mi si accappona ancora la pelle. Da allora mi sono sempre rifugiata nella più “sicura” saggistica, e ce n’è tanta, rifuggendo da libri o film nonché documentari relativi a questo periodo.
Mi ha colpito una parte della quarta di copertina che dice “[…]Grazie all’espediente scelto da Anne Raeff, ovvero quello di non dare a Clara alcuna voce, la prospettiva soggettiva della donna rimane celata, consentendo all’autrice di analizzare i motivi per cui alcune persone vengono rafforzate dalle avversità[…]”. Non so quando avrò mai la serenità di dedicarmici, ma è uno scoglio che forse dovrei superare.

Zona editore

Eddai che passavo davanti allo stand di questo editore e non capivo perché lo conoscevo. Pensa che ci ripensa alla fine l’ho capito quando sono andata a prendere il libro di Francesca Fiorletta. L’editore lo conosco perché ho recensito uno dei suoi libri quello di Donato Cutolo che era lì in bella vista e che io, rincrenita dalla stanchezza o proprio perché un po’ lo sono, non avevo minimamente riconosciuto!

More Uxorio, Francesca Fiorletta. Beh, Francesca la conosco da un po’, bene da molto di meno e, il mio “bene”, significa che ancora ricordo una bellissima presentazione fatta a Roma da lei, Gaja Cenciarelli e Paolo Zardi del libro di quest’ultimo “XXI Secolo”. A quanto ho capito dalla seconda di copertina, questo libro si sviluppa in un dialogo fra due donne di cui una, la protagonista Nadja, è prossima alle nozze. È un punto di svolta e un momento di bilancio di paure e certezze. Mi rimane solo da leggerlo per dirvi se mi sbaglio o no.

Amori novecenteschi. Saggi su Cardarelli, Sbarbaro, Pavese, Bertolucci di Francesco Ricci. (libro regalato) Me lo ha portato in dono Paolachequandoapriràunblognoisaremocontenti è una raccolta di saggi su dei poeti tra cui il Cardarelli di cui abbiamo letto tra maggio e Giugno “Villa Tarantola”, che vinse il premio Strega nel 1948. E questo saggio mi incuriosisce parecchio, ne riparleremo!

Beh, rispetto forse allo scorso anno mi sono trattenuta un po’, però riconosco che avrò il mio bel da fare per smaltire tutto ciò e quello che ancora attende da parecchio di essere ultimato. Chiaramente uno dei riti che ho da qualche anno a questa parte l’ho comunque portato avanti, trascinando gli amici blogger intervenuti per l’occasione qui e lì fra uno stand e l’altro a conoscere gli editori che in 5 anni di frequentazioni di questo evento oramai sono diventanti anche amici. Ma visto che mi sembrava giusto condividere con voi questo “tour” ho fatto qualcosa in più. L’ultimo giorno, con la paziente Irene di Librangolo Acuto, abbiamo rifatto il giro, Ipad alla mano, e abbiamo filmato e fotografato tutti gli editori che non sono rimasti pietrificati alla parola “facciamo una video-intervista di un minuto e mezzo”.
Gli unici che mi sono sfuggiti per eccesso di visitatori sono MinimumFax, E/O e Sur. Non ci andava di sgomitare, eravamo talmente stanche che avremmo perso nella lotta! E ci sono altri due eventi registrati che vi posterò nei giorni in cui solitamente non escono articoli, in modo che possiate sbirciare. A tutti è stato chiesto di presentarsi e di consigliare uno o due libri che potessero aiutare i lettori a entrare nel loro mondo.

La più grande soddisfazione è stata quella di creare nuove connessioni fra autori e blogger. Gente che non si conosce o non si frequenta, per questioni di interessi diversi che ad un certo punto si “trova d’accordo” e una sintonia da affinità elettiva. Ecco, è successo anche questo. Ed è la parte più bella, quando ti ritrovi a fumare una sigaretta con uno dei componenti di “Spartaco edizioni” e ti consigli i libri di altri editori da comprare, o quando Sergio Nazzaro si ritrova a concordare, sull’indirizzo che dovrebbe avere una forma di lettura consapevole e più “formativa” come esperienza, con Pino Sabatelli. Ecco, sarà che sono strana, ma io in questi momenti sono felice, lo sono anche quando Miryam mi cazzia perché non ho letto questo o quell’autore, o Luca Pantarotto si perplime su mio modo di rapportarmi al mondo social o quando con Irene (Librangolo Acuto) e Daniela (Appunti di una lettrice) ci guardiamo smarrite chiedendoci se mai usciremo dalla calca che si creava in qualche corridoio. Sono contenta di correre dietro a Silvia che salta da uno stand all’altro e di rifugiarmi negli abbracci affettuosi di Marcello Lavieri o di Paolo Baron di 80144 – giusto per dire che in fondo in fondo non sono cattiva!-. Ecco questi sono i veri valori aggiunti della fiera. Come lo sono stati, parlare delle tendenze, di Satellite Libri e anche di etica. Non c’erano eventi in tema, ma si sviluppano fra i corridoi e negli stand, quando ti fermi a parlare perché finalmente hanno un minuto di pace.

Sicuramente in fiera mi sono divertita e aggiornata sulle ultime uscite, sulle collane e gli editori. Ne ho conosciuti di vecchi e nuovi e incontrare tutti i bloggers con i quali di solito chiacchiero è stato un bonus in più.
Da domani, ovvero oggi, si ritorna alle vecchie care abitudini: tè, caffè, verdure, frutta e carne e tanti libri, pisolini pomeridiani nel we e le care e vecchie recensioni del venerdì, nell’attesa della prossima fiera del libro, chissà dove e chissà quando! 
Ma una cosa ve la posso dire, abbiamo lavorato anche per #nonsonosòle… occhio che Maggio e Giugno sono dietro l’angolo eh!!!
Buona giornata e buone letture,
Simona Scravaglieri


Palazzo dei Congressi a Roma
Fonte: LettureSconclusionate