Julio Cortázar – Lucas, i suoi ospedali [Un tal Lucas]

Un certo Lucas è un libro di cui vi ho parlato lo scorso anno e mentre scorrazzavo allegramente per youtube avevo trovato questo video, che racchiude un po’ una delle “anime” con cui è scritto. Nella feroce ironia con la quale Lucas riesce a rigirare le infermiere, c’è in fondo il nostro modo di rapportarci con gli altri. Per cui qui, in fondo, mentre sorrideremo, lo faremo anche prendendo in giro anche noi stessi.

Ho trovato estremamente affascinante quest’indagine sociologica sull’umanità fatta attraverso questo personaggio, Lucas, che percorre le virtù e i vizi umani senza farne parte anche se è perfettamente inserito nel contesto. 

Questo è un libro da leggere e, se state sorridendo alla fine del video, non riuscirete a trattenere la curiosità!
Buone letture e buona domenica,
Simona Scravaglieri

Il libro di cui si parla:

Un certo Lucas
Jiulio Cortázar
Sur Edizioni, ed. 2014 

Traduzione I. Carmignani
Prezzo 15,00€
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Alessandro Baricco spiega e legge "La cognizione del dolore" di C.E.Gadda.

Siamo nel 1998, stando ai titoli iniziali e Baricco si appresta a parlare di Carlo Emilio Gadda e della sua “La cognizione del dolore“. I grandi scrittori sono quelli che sanno dare i nomi alle cose. Ci sono autori che raccontano storie ma i grandi davano i nomi alle cose, per saperle riconoscere.
Comincia così Baricco in questo video a parlare di questo libro che è fra uno dei più rappresentativi dell’opera di Gadda ma del quale è più conosciuto “Quel pasticciaccio de via Merulana”.

Imparare a leggere fra le righe e le parole e distinguere le parole aggiunge nuove informazioni rispetto a quelle che rileviamo nelle nostro modo di fruire un libro. E’ un po’ come un esercizio e ci permette di accedere nel mondo dello scrittore che consciamente o no sceglie di mettere o omette una parola o un articolo.

Un bel pezzo da vedere e forse più facile da fruire Baricco si trasforma nel momento in cui parla di libri che gli sono piaciuti. E’ una magia che capita a molti, scrittori e lettori. Vale la pena di vederlo, anche se purtroppo è brevissimo, ed è per questo che ve lo segnalo.

Buona visione e buone letture,
Simona Scravaglieri
Il libro di cui si parla è:

La cognizione del dolore
Carlo Emilio Gadda
Garzanti Libri
Collana “Gli elefanti. Narrativa”
Prezzo 12,00€

Pagina 348 incontra Sandro Ferri parliamo di libri con la casa editrice E/O


Chi è lo scrittore oggi? E chi è l’editore? Alla domanda risponde Sandro Ferri di Edizioni E/O che ,in questo breve video, riassume quelle che sono le caratteristiche e i fattori che determinano la nascita e la vita di un autore e di un libro. Cambiano i tempi e cambiano i modi anche nei rapporti fra autori ed editori ma anche con i lettori. Oggi i gusti dei lettori determinano sempre più scelte editoriali fondate più sull’economia che sulla qualità. Poi c’è chi sceglie di rimanere fuori dal mucchio e chi invece cerca il compromesso.

Un video lampo, ma che fa riflettere. Una casa editrice che è nata come casa di traduzioni, inizialmente che guardava alla letteratura di nicchia slavistica, e che oggi invece conta lavori provenienti da tutto il mondo, con un occhio attento anche agli sviluppi della narrativa italiana, oggi si pone come un punto di riferimento per la sperimentazione e per la conservazione e conoscenza di un certo tipo di nicchia che compone le basi della letteratura internazionale e che, altrimenti, non avremmo l’opportunità di conoscere.

Buona visione e buone letture,
Simona Scravaglieri

Il video riporta la data del 20 Aprile 2013 ma, in precedenza, Sandro Ferri ha pubblicato un ebook che si chiama “I ferri dell’editore” di cui vi segnalo gli estremi:


I ferri dell’editore
Sandro Ferri
E/O Edizioni, ed. 2011
Prezzo 0,99€ Formato ebook

Roberto Calasso – Che tempo che fa del 02/11/2013

Mi piace sentire parlare Calasso. Trovo rilassante e interessante avere davanti a me una persona che è in grado di scorrere la storia della letteratura avanti e indietro nel tempo senza dover essere didascalico o retorico. Di persone così oggi giorno ce ne sono veramente poche. Oggi vige l’inno della “citazione” – mai ricordata una frase a memoria! -, la necessità di spiegarla come si fosse a scuola per far vedere che si sa. Invece lettura e cultura dovrebbero avere un significato diverso.

La condivisione di concetti, dovrebbe stimolare il dialogo, la riflessione il prendere in considerazione concetti, situazioni, persone e caratteristiche delle stesse per poterci permettere di farle nostre e di confrontarle con quello che siamo e in cui crediamo. In questo senso il catalogo dell’Adelphi è un grande progetto e l’immagine di una visione rara e coraggiosa di una casa editrice che nello scorrere del tempo ha aggiornato tutto meno questo. Potrebbe non essere una strategia vincente quella di non dare al pubblico quello che si aspetta e proporre invece temi nuovi e sconosciuti ma nel caso di questa casa editrice ne decreta non solo il successo ma anche l’ammirazione. Sono lavori unici che colpiscono e rimangono con i lettori per sempre.

Vi lascio questo video, messo da parte parecchio tempo fa e che poi mi sono sempre dimenticata di proporvi. E stato fatto lo scorso anno Adelphi compiva 50 anni ed è uscita con un testo che ne racconta la storia attraverso le pubblicazioni e le copertine.

Buona domenica e buona visione e letture,
Simona Scravaglieri

Che tempo che fa – Edna O’Brien 07/12/2013

Come vi avevo accennato nella recensione di qualche settimana fa – Country Girl -, Edna O’Brien aveva deciso di non scrivere la sua recensione e qui, nell’intervista fatta da Fazio spiega che, continuando a vedere quel che si scriveva di sbagliato di sé alla fine si è decisa a farlo. Ora, per chi lo ha letto, è facile trovare i limiti di questa intervista che potrebbe virare su temi profondi, che vengono trattati dalla scrittrice nel suo lavoro ma ne può scovare nelle sfumature delle sue risposte molti accenni.

L’avevo messa da parte, ma mi sono dimenticata di postarvela, così lo faccio oggi.
Buona domenica e buone letture,
Simona Scravaglieri

Il libro di cui si parla:

Country girl

Edna O’Brien 
Elliot Edizioni, Ed. 2013 
Collana “Antidoti” 
Prezzo 18,50€

Babbo Natale è strunz letto da Paolo Baron…

Di questa raccolta di racconti vi avevo parlato un po’ ma in particolar modo nel [Dal libro che sto leggendo]. Poi mi è capitato di trovarlo anche come consiglio di acquisto per Natale su Rolling Stone Magazine e, insieme, riporta la lettura della storia, che da il titolo alla raccolta, e che in parte vi avevo trascritto il 27 Novembre scorso.

Vi auguro, quindi, buon ascolto e buone letture.
Simona

Il libro da cui è tratto questo racconto è:

Babbo Natale è strunz
AA.VV.
80144 Edizioni, ed. 2010
Prezzo 11,00€

Carlo Verdone : i grandi nomi della letteratura italiana

Ogni tanto è anche bello farsi due risate e questa domenica che tradizionalmente è dedicata alla preparazione degli addobbi natalizi vi posto questa esibizione di Verdone che sicuramente sarà d’aiuto per cominciare bene la giornata.

Buona domenica e buone letture,
Simona Scravaglieri

Italo Calvino: un uomo invisibile

Parigi, Febbraio del 1974, Fausto Rapetti gira questo bellissimo documentario su Italo Calvino, stabilitosi da 7 anni, nella capitale francese. Lì Calvino, scrive romanzi e scrive dell’Italia. “Come mai non ha mai scritto su Parigi?” chiede l’intervistatore. “Forse per scrivere di Parigi, dovrei staccarmene essere lontano. Se è vero che si scrive partendo da un’assenza. Oppure dovrei esserci dentro fino in fondo. Dovrei esserci stato fin dalla giovinezza se è vero che sono gli scenari della nostra “prima” vita quelli che danno forma al nostro mondo immaginario.”
E Infine dice “forse bisogna che un luogo diventi un paesaggio interiore in modo che l’immaginazione prenda a vivere quel luogo a farne il proprio teatro”.

Probabilmente aveva ragione, oggi non si lascia più alla propria all’immaginazione il tempo e lo spazio di scegliersi o sedimentarsi in un paesaggio interiore. E quindi forse anche noi lettori sempre in cerca di sbirciare quelli altrui, non ci soffermiamo sulla ricchezza di ciascuno dei paesaggi messi in scena dai vari scrittori.
Il confronto fra intervistatore e intervistato tocca uno dei lavori di Calvino “le città invisibili”, il rapporto con Parigi, quello con Torino dove lavora e i libri che rimangono nella sua memoria e nel confronto giornaliero con un mondo che cambia.

E’ bello vedere queste interviste perché sono un po’ come dei testamenti o dei suggerimenti che vengono dal passato. Calvino dice anche una cosa che è anche un avvertimento per i nuovi scrittori “agli scrittori, essere visti di persona non giova affatto. Ci sono stati scrittori enormemente popolari di cui non si sapeva niente.[…] Ora lo scrittore ha occupato il campo e del luogo immaginario non è rimasto niente.”

Non aggiungerò altro. Non è un’intervista lunghissima ma è una summa di quello che era Calvino al di là di quello che la critica e la scuola ci hanno insegnato. Come è avvenuto per Montale qualche settimana fa anche qui, Calvino è un uomo che parla di sé stesso come uomo e poi di un altro “sé stesso” quando è scrittore. Nel primo ci sono la ricerca della tranquillità, una vita familiare, il vivere una città come Parigi come cittadino e non come turista. Dall’altra c’è lo scrittore e il lettore che declina le immagini su cui gli capita di soffermarsi in letteratura o in letture e contestualmente è in cerca del silenzio o dell’invisibilità per poter visitare il luogo invisibile che sarà il palco dei successivi lavori.

Buone letture e buona domenica da me e da Oscar,
Simona Scravaglieri 


Il libro citato è:

Le città invisibili
Italo Calvino
Mondadori Editore, ed. 1996
Collana “Oscar opre di Italo Calvino”
Prezzo 9,00€

Roberto Calasso. Cinquant’anni di Adelphi.

Sono cinquant’anni d’oro per una casa editrice che non si propone di stupire a colpi di best sellers ma con la qualità dei testi e dei libri realizzati. Come dice Calasso ad un certo punto “I lettori apprezzano” ed è vero. La qualità di questa produzione viene sintetizzata in Adelphiana, testo celebrativo di tutto quel che è stato pubblicato e di chi ha scelto o è stato scelto da Adelphi per raccontarci store, la Storia e la vita.
Non c’è un momento della vita particolare per iniziare spulciare questo speciale catalogo e scegliere le proprie letture, va bene sempre o anche si può partire dal libro di cui si parla in questi video che sono il documentario andato in onda su SkyArte e che per il mio punto di vita è la più bella intervista in merito rilasciata da Roberto Calasso.
Oltre ad Adelphiana (ed. Adelphi, 2013, 35,00€) c’è un altro libro celebrativo di questi anni di attività ed è quello scritto da Roberto Calasso “L’impronta dell’editore”(ed. Adelphi, 2013, collana “Piccola biblioteca Adelphi, 12,00€) che vi consiglio caldamente di leggere.
Buone letture e  visione nonché buona domenica,
Simona Scravaglieri

Intervista ad Eugenio Montale

Dietro al poeta c’è sempre l’uomo. Perché non si è sempre poeti o scrittori, lo si è solo quando si scrive, quando si lavora. Per la restante parte del tempo si è uomini che vivono, soffrono, amano e desiderano.
Questa bellissima intervista fatta a Eugenio Montale apre uno spiraglio su quella parte di vita che non leggeremo mai sui libri: “Volevo fare il cantante […] ma solo per il mio insegnante di canto […] poi morì ma già da prima volevo scappare”. O anche “[dei figli] ero l’unico che non era portato per la letteratura”, l’incontro con Gobetti, il fascismo, la guerra.

La prima edizione di “Ossi di seppia” “bruciò” in due giorni, lo sapevate? “Bruciò” perché andò a fuoco il magazzino dice ridendo Montale, ma dopo questa la seconda costava 15£ e il padre di Montale trovava fosse un prezzo troppo alto, e a quest’ultima seguirono altre 12 ristampe. E verso la fine dice, riguardo la sua passione per la pittura “sospetto che i miei quadri saranno l’unica cosa che rimarrà della mia produzione”.
E’ un’intervista completa e molto gradevole, dove umanità e sentimento ( “non sono un poeta morto giovane, ma mi sentivo così”) ipnotizzano il telespettatore e il cui ritmo delle domande viene intervallato da passi tratti dai libri dell’intervistato.

Buona visione e buone letture,
Simona Scravaglieri