#Maggiodeilibri – Il #benessere di una cupa e gentile lettura per caso!

Immaginate una calda, anzi rovente giornata di Agosto. Immaginate il GRA (Grande Raccordo Anulare) di Roma e, se non ci siete stati va bene anche immaginare un’autostrada a tre corsie con annessa corsia d’emergenza. Immaginate una fila ferma e ininterrotta di macchine sotto il sole caldo verso le cinque del pomeriggio. Ecco, comincia così la mia storia con un libro.

Molti d’estate sono in vacanza ad Agosto, ma io ho questo brutto difetto, preferisco lavorare in agosto e godermi le ferie a Settembre quando c’è meno gente e il fresco dell’autunno entrante comincia a farsi sentire nelle sere che si accorciano. Mi metto con il mio bel trapuntino estivo, allungata sul divano, con i gatti che vanno e vengono dal terrazzo che ancora riceve il sole e mi gusto un bel libro e i primi tè ai frutti di bosco. Ma quell’estate di cinque anni fa, Settembre sembrava ancora lontano e il traffico romano non accennava a diminuire fino a ferragosto. Stanca, sudata e rassegnata accesi la radio -cosa ormai rara da anni, la radio si accende solo alla mattina per svegliarsi ma al ritorno mai perché sono nell’attimo in cui odio il mondo rumoroso- e incappai in Fahrenheit. Era appena finito un gioco o una lettura e il presentatore (non mi chiedete il nome perché non lo ricordo) stava parlando con “un certo” Umberto Piersanti. Lui scrittore e poeta stava descrivendo le sue opere e il suo approccio alla poesia in particolare e di questa descrizione, ammetto, ricordo poco. Ma subito dopo è scoccata la scintilla. 

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